Golden Focus On: RED BLAZER!
Di Sergenti, Generali, ma soprattutto Capitani, è pieno il mondo dei Comics. In special modo durante la Golden Age, in piena Seconda Guerra Mondiale, i Capitani coraggiosi abbondavano; dal Captain Freedom della Harvey Publications, all'elettrico Captain Future della Nedor Comics, passando per il tostissimo Captain Battle della Lev Gleason, per finire, ovviamente, con il più famoso Captain America della Timely/Marvel Comics. Solitamente a questi Comandanti in maschera – spesso soldati veri e propri – è attribuito il ruolo di Leader di gruppi o Super Team proprio per il loro carisma. Grandi personalità, quindi...molto allenati e dotati di agilità e forza fuori dal comune, ma pur sempre umani. Capita a volte però che alcuni di essi siano più che umani o atleticamente superiori, e dotati addirittura di particolari poteri al di fuori della normale scala umana. Come nel caso del Capitano in questione: Red Blazer!
Aarkus e i suoi fratelli
Chi è addentro al variegato verbo dei comics, si sarà senz'altro accorto delle innumerevoli somiglianze che nel corso degli anni si sono succedute in questo colorato universo di carta stampata – a stelle e strisce – tra i suoi numerosissimi Characters in costume o senza... che so, roba tipo: è nato prima Hulk o Solomon Grundy? Oppure, Hawkeye è solo una mera copia di Green Arrow? E' più tosto Deadshot o Bullseye? Insomma, gli esempi sarebbero davvero infiniti... soprattutto se parliamo dell'eterna sfida tra i due pesi massimi dell'editoria Americana: DC Comics e Marvel Comics. Uno dei più gustosi confronti – perlomeno per il sottoscritto – è quello che vede le sue radici proprio nella Golden Age di una di queste due grandi realtà editoriali; quella Marvel Comics che negli anni 30' e 40' portava ancora il nome di Timely Comics.
In passato, proprio su queste pagine, qualche variopinto e primordiale Characters della (fu) Timely Comics ha fatto più di una volta capolino; gente come Moon Man, The Challenger, la prima Human Torch, Black Marvel, tanto per citarne qualcuno. Ma solo uno, delle lunghe schiere di Characters in maschera partoriti a suo tempo dalla Timely, mi ha sempre affascinato più degli altri: il misterioso e nebbioso alieno extra-dimensionale chiamato The Vision, all'anagrafe Aarkus. Oltre a possedere un suo particolare e innato fascino, è soprattutto l'artefice, involontario e non, di una sequela di più o meno intenzionali cloni o figli illegittimi. Sia in casa della stessa Timely/Marvel, che nella distinta concorrenza di casa DC.
Golden Focus On: MOON GIRL!
Durante tutti gli anni 40' – come abbiamo avuto modo di vedere – la casa editrice EC Comics si contraddistinse soprattutto per i suoi Magazine e Comics a tema Horror (Tales from the Crypt, The Vault of Horror, etc) quindi, per forza di cose, Super-eroi e affini non erano minimamente accostabili alle pubblicazioni della suddetta; ma ovviamente, in campo editoriale e dietro l'angolo, c'è sempre qualcuno che fiuta l'affare o avvista un opportunità....quindi ben presto la distanza dal target Super-Eroico andò sempre più a colmarsi, facendo di conseguenza scivolare pian pianino anche la EC Comics nell'enorme calderone dei "Super-tizi in costume". Dopotutto, in quegli anni di grande fermento editoriale, in piena Golden Age, moltissime erano le case editrici che stavano virando verso Comics a sfondo poliziesco o d'avventura, inevitabile quindi che anche la EC Comics pretendesse anch'essa un pezzetto di quel mercato, dopo anni di sperimentali esperienze cartacee a tema Romantic. Fondamentalmente, come vedremo anche in seguito, la EC Comics rimarrà sempre in bilico tra questi due mondi: Romanticismo e Avventura Eroica.
Dunque, ben due in particolare furono le incursioni nel mondo variopinto dei Super-Eroi: uno era l'anonimo Firefly, una specie di ibrido tra un insetto antropomorfo in stile Disneyano e la Torcia Umana dei Fantastic Four; subito dopo questo dimenticabile Character arrivava infine Moon Girl, eroina dai tratti esotici e che aveva non poche connessioni con un altra eroina del periodo ben più famosa...la Wonder Woman targata DC Comics.
Ma andiamo con ordine.
Golden Focus On: NIGHTMARE!
Oggi parliamo velocemente di Nightmare, vigilante in costume nato dalla mente dello sceneggiatore Alan Mandel e dalla matita dell'artista Dan Barry, sulle pagine di Clue Comics Vol.1 #1 del Gennaio 1943. Nightmare era prodotto e distribuito dalla Hillman Periodicals, casa editrice che già aveva dato i natali a Characters come Airboy, Microface, Skywolf ed il mostruoso The Heap. Alcuni di loro addirittura ripescati, molti anni più tardi, dalla casa editrice Eclipse Comics.
Nella sua prima incarnazione il nostro non era di certo una novità; molti infatti erano i Characters dell'epoca, contemporanei e non, che sfoggiavano una "divisa" a tema Skull and Bones; basterebbe ricordare al volo eroi o vigilanti come Ghost o Bronze Terror della casa editrice Lev Gleason, o la ben più famosa Fantomah della Fiction House. Ben più antecedente a tutti loro era invece il supereroe alieno Giapponese Batgon Bat (Ögon Batto), Character già trattato su queste pagine. A conti fatti quindi, non si può certo dire che il nostro Nightmare fosse solo in questa autentica legione di scheletri in costume.
Do you remember? : TURBO TEEN!
Dopo secoli, torniamo ad esplorare nei cassetti della mia, e spero anche vostra, memoria Weird in campo di Cartoons e affini. In questa rubrica ho sempre cercato di approfondire quei prodotti audiovisivi di animazione dalla connotata natura singolare, o come in questo caso, grottesca e surreale. Ergo, era inevitabile prima o poi imbattermi in un prodotto ad hoc scovato in uno dei miei tanti polverosi cassetti mnemonici. Oggi infatti parleremo velocemente di un "opera" semi sconosciuta – se non sconosciuta del tutto – proveniente ovviamente dagli Stati Uniti, e che ha visto un fugacissimo, quanto anonimo, passaggio sulle reti Italiche, precisamente su Rai Uno nel lontano 1987.
L'opera in questione è Turbo Teen, anomala serie animata prodotta dalla Ruby-Spears Production nel 1984, e distribuita dalla Worldvision Enterprises. Questa serie, animata in parte dalla storica Toei Animation, fu portata avanti per tredici episodi sulle reti ABC, cercando di cavalcare il successo di Telefilm storici – e molto in voga in quel periodo – come Knight Raider, da noi meglio conosciuto con il ben più famoso titolo di Supercar.
TUTTI (o quasi tutti) I SANTA CLAUS DEI COMICS. parte seconda
Concludiamo questo viaggio tra neve, renne, alberi di natale e relativi doni, con un ultima lista di incursioni del nostro Santa Claus nel mondo dei comics. Se precedentemente mi ero soffermato a elencare le varie intrusioni "canoniche" del nostro sulle pagine colorate delle maggiori case editrici di Comics d'oltreoceano, questa volta, come promesso, mi dedicherò a citare tutte quelle versioni alternative – volendo anche un po' scorrette o iconoclaste – insieme a tutti quegli incontri o scontri, che hanno visto protagonista – in prima persona e non – il caro vecchio dispensatore di regali e sorrisi natalizi. Bene, partiamo in ordine cronologico, seppur un po' random, con questo ultimo divertente elenco:
LOBO PARAMILITARY CHRISTMAS SPECIAL VOL.1 #1 (1991)
Inevitabile come partenza non citare una delle storie Cult a tema; uno dei match più truci della storia dei Comics, targato DC. Quello che vedeva il feroce e ciarliero guerriero Czarniano Lobo e Santa Claus darsele di santa ragione. Lo storico incontro avvenne su Lobo Paramilitary Christmas Special del dicembre 1991, e ad opera del duo Keith Giffen e Simon Bisley. Un racconto che con gli anni ha preso sempre più lo status di assoluto Cult blasfemo del genere. Già sulla copertina, per dire, appariva una sigla in cui se ne consigliava la lettura solo ad un pubblico adulto, tanto per comprendere di quale natura fosse il materiale che ci si sarebbe apprestati a leggere.
TUTTI (o quasi tutti) I SANTA CLAUS DEI COMICS. parte prima
Ci avviciniamo alle solite feste Natalizie, e mi sembrava giusto dedicare una corposa lista dedicata al personaggio per eccellenza del periodo, il gioviale e panciuto magico vecchietto dispensatore di doni e sorrisi in costume rosso e bianco: Santa Claus.
In fin dei conti, a pensarci bene, anche il nostro Santa Claus indossa un bel costume, padroneggiando appieno svariati poteri, ergendosi a semi divinità o supereroe buono per moltissimi bambini; quindi perché stupirsi delle molteplici apparizioni sulle pagine dei Comics effettuate nel corso degli anni dal buon vecchiardo barbuto?!? Ecco quindi un compendio di tutte – o quasi tutte – le sue incursioni sulle pagine colorate dominate da super eroi e non.
THE RAINBOW #98 (1915)
Per prima cosa è d'obbligo partire dal principio, e se parliamo di principio, di una sorta di proto fumetto illustrato, dobbiamo risalire a quell'epoca precedente alla cosiddetta Golden Age, solitamente denominata – anche un po' forzatamente – Platinum Age, epoca che in buona parte avevo già trattato in una passata scheda del Blog. E' molto probabile, se non quasi certo, che la prima apparizione nel mondo dei primi Comics – o meglio dire strips/strisce – da parte del pacioso Santa Claus, è da far risalire al #98 del volume illustrato The Rainbow della Amalgamated Press, uscito – ovviamente – il 25 dicembre del 1915! Sia all'interno del volume, che sulla copertina dello stesso, si può osservare un Santa Claus intento nella classica distribuzione dei consueti doni natalizi. Questa prima comparsata, successiva a storiche strisce per ragazzi come quelle dei Katzenjammer Kids (1895) o avventure fantasy come quelle del piccolo Little Nemo (1905) fanno entrare di diritto Santa Claus tra i Characters a tema della già citata Platinum Age.
Golden Focus On: BLACK ANGEL!
Negli anni '40, durante la mia amatissima Golden Age, non vi erano solo Characters maschili a monopolizzare il mercato dei Comics. Non mancavano, come abbiamo già visto in passato, eroine di ogni sorta e foggia. Si passava da fanciulle selvatiche come le cosiddette Jungle Queens – Sheena, Rulah, o la mistica Fantomah – a donne patriottiche e sprezzanti del pericolo – Miss America, Miss Victory, o Pat Parker/War Nurse – per poi arrivare a femme fatale più oscure e letali come la prima Black Widow della Timely, Black venus o Madam Satan. Una perfetta commistione tra queste categorie, un po' dark, un po' spietata, un po' combattente per la libertà, era sicuramente l'aviatrice ed eroina Black Angel!
Apparsa su Air Fighters Comics #2 del novembre 1942 edito dalla Hillman Periodicals, Black Angel era una creazione del fumettista John Cassone, autore specializzato soprattutto in storie a fumetti a sfondo bellico, e che in seguito sarebbe approdato alla Quality Comics realizzando perlopiù copertine e strisce per Doll Man e Black Condor, Characters che in seguito sarebbero confluiti nell'universo DC Comics. Ai testi invece, tuttora, non è pervenuta l'identità dello scrittore che ne curava dialoghi e trame.
Il mito di Frankenstein nei Comics
Il mondo dei Comics è – ed era – colmo di giganteschi energumeni senzienti e a volte solo balbettanti. Moderni Golem amanti dello scontro, e a volte della distruzione...che siano essi dei potenti patatoni campioni del bene, o inarrestabili forze al servizio del caos. Inutile negare che ancora una volta dobbiamo guardare al lontano passato per trovare – in nuce – le primordiali origini di questi particolari Characters. Dal Golia di biblica memoria, passando per l'inquietante Golem di Praga delle leggende ebraiche, fino ad arrivare al cosiddetto Prometeo moderno, triste caricatura umana concepita dalla scrittrice Mary Shelley nel 1818. Quella patetica creatura composta di pezzi di cadaveri assemblati dal folle dottor Frankenstein nel suo lugubre laboratorio.
Subito entrato nel mito della letteratura gotica, e non solo, questo leggendario mostro fu protagonista, molti anni dopo, anche di numerose trasposizioni cinematografiche, che almeno una volta, abbiamo un po' tutti guardato al cinema o in tv. Ovviamente non potevano mancare le versioni a fumetti del nostro, che sono altrettanto numerose, e soprattutto variegate; da delle vere e proprie riproduzioni più o meno fedeli dell'opera originaria concepita dalla Shelley, fino ad arrivare a prodotti cartacei con protagonisti dei Characters che hanno "preso in prestito" tantissimo dal mito del mostro di Frankenstein.
Ecco di seguito quindi una rapida – si fa per dire – carrellata di Characters che a modo loro, chi più chi meno, hanno segnato la lunga storia dei Comics, dalla Golden Age fino ai nostri giorni.
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