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5 sconosciuti Eroi Timely Comics da recuperare...

Negli ultimi anni parecchie case editrici blasonate, Marvel e DC in Primis, hanno voluto rivolgere il loro sguardo indietro nel tempo, talmente tanto da andare a pescare a piene mani nel loro personale bacino Golden Age, sia per moda, sia per una dovuta giustizia da restituire a quei lontani e ingenui Characters in costume. In questa opera di personale revival in famiglia teso a riportare alla luce i cosiddetti figli minori, le due storiche rivali si son date da fare nel riaprire i loro vetusti archivi cartacei; la Marvel con i suoi fin troppo sottovalutati eroi e supereroi dell'epoca Timely Comics, mentre la DC con i suoi leggendari Mistery Men di epoca National/Action Comics. A onor del vero però c'è sicuramente da sottolineare una maggiore onestà da parte della DC in questa opera di "ripescaggio", visto come nei lunghi anni della sua vita editoriale abbia spesso dato nuova luce e lustro a numerosi Characters degli anni '30 e '40 integrandoli sin da subito nel tessuto moderno del suo vasto e colorato universo. Basterebbe pensare soltanto a un nome su tutti...la gloriosa Justice Society of America. Chi invece ha spesso fatto lo gnorri in merito a questo argomento è sicuramente la Marvel, che negli anni, tolta qualche felice intuizione anni '60 e '70Liberty Legion e Invaders docet – ha spesso ignorato il potenziale risposto in molti eroi e supereroi del lontano passato Timely.

I Supereroi Animati di Alex Toth - parte seconda

Riprendiamo il piccolo viaggio tra le eroiche creature animate fuoriuscite dalla mente ed il pennino dell'istrionico Alex Toth, sempre in tandem con leggendaria macchina produttiva targata Hanna&Barbera. Stavolta in questa parte finale andremo a scoprire quei characters, non propriamente eroi mascherati – per quelli vi rimando alla lettura della prima parte – fuoriusciti dalla fervida fantasia di Toth, e che erano perlopiù legati ad un certo mondo fantasy e mitologico, misto a qualche singolare spruzzatina proveniente dai mondi Hyperborei e barbarici degni dei romanzi di Robert Erwin Howard.
Anche stavolta seguirò un ordine prettamente cronologico nella presentazione di queste produzioni, che in un modo o in un altro furono quasi tutte trasmesse dalle reti televisive italiane, sia private che pubbliche. 
Iniziamo...




Golden Focus On: MICRO-FACE!

A livello estetico uno degli eroi della Golden Age pregno di un certo fascino è senz'altro il primo Sandman (Wesley Dodds) della DC Comics apparso nel lontano 1939 su Adventure Comics #40; questo primo Sandman era decisamente figlio delle letture dei romanzi Pulp del tempo – Detective Mysteries, Black Book Detective, etc – effettuate dal suo creatore, il prolifico Gardner Fox. Cappello a tesa larga, mantellina di ordinanza, completo elegante all'ultima moda, e l'iconica maschera antigas modificata alla bisogna a coprirne il volto, senza ovviamente dimenticare l'immancabile pistola narcotica terrore di ogni criminale. In seguito l'eroe, da questo primo leggendario outfit, passerà ad un ben più prosaico costume giallo-viola in linea con le tendenze del momento in materia di supereroi, e alla sua militanza nel primo super gruppo della Golden Age di casa DC, la Justice Society of America, di cui era stato tra l'altro uno dei membri fondatori.  Le nuove avventure del periodo, tra i diversi autori, vedranno al timone anche due vere leggende dei comics, il formidabile duo formato da Joe Simon e Jack Kirby, che in un certo qual modo segneranno alla loro maniera la nuova vita editoriale di Sandman. Ad ispirarsi a questo leggendario character della prima DC Comics c'era un suo "collega" ed eroe minore che non poteva non essere intercettato dalle antenne costantemente puntate sulla Golden Age di questo blog; un character singolare, volendo anche un poco ridicolo, ma a suo modo – anche lui come Sandman – dotato di un certo fascino… Micro-Face!

Micro-Face - hillman periodicals 1943

I Supereroi Animati di Alex Toth - parte prima

Il mondo dei Cartoni animati si sa, è assai vasto. Lo era ai suoi inizi, figuriamoci in seguito o ai giorni nostri, soprattutto quando le nuove tecnologie hanno del tutto accorciato il range tra produttività e qualità, senza perdere del tutto il contatto con i giovanissimi avventori di questo "antico" mezzo audiovisivo che, non si può negare, ha contraddistinto e formato anche l'infanzia di moltissimi lettori di fumetti. Non c'è ombra di dubbio che fra le glorie "animate" del passato un posto d'onore spetti sicuramente alle produzioni del leggendario duo formato da William Hanna e Joseph Barbera, che presto o tardi segnò – e segna ancora – intere generazioni di piccoli – poi divenuti adulti – spettatori televisivi e divoratori onnivori di tonnellate e tonnellate di cartoni animati. Da par mio posso dire tranquillamente di essere uno di quelli... Aspettare certe mattine domenicali, o pomeriggi post merenda e post compiti, per spararsi la solita dose di Flinstones e compagnia colorata al seguito, era una appuntamento imprescindibile. Ma già a quei tempi la mia spiccata curiosità per tutto quanto era arte, e di chi o cosa si celava dietro quei fantastici disegni, si faceva sempre più predominante... in special modo poi se gli eroi della TV iniziavano a diventare più maturi e accattivanti; difatti, senza nulla togliere a prodotti come Flinstones, Jetsones, Top Cat, Scooby Doo, Yoghi e compagnia antropomorfa andante, la mia attenzione iniziava a venire rapita da altri personaggi più maturi e accattivanti – scoperti sulle tv locali – e dai nomi ben più evocativi come Space Ghost, Birdman, o Shazann. Personaggi questi – tra i tanti – che rapivano molto di più la mia attenzione, e che anni più tardi, in un modo o in un altro, avrebbero portato i miei interessi di giovane adulto verso il colorato e sfaccettatissimo mondo dei Supereroi. Seppur, me ne rendo conto, sia alquanto riduttivo etichettare il tutto con il termine di Supereroi, i personaggi che andavo via via scoprendo in quegli anni ai miei occhi cosi apparivano, soprattutto per le loro gesta e la loro resa grafica in video. E proprio quest'ultimo aspetto mi affascinava enormemente, portandomi a studiare, ricopiare e riprodurre su fogli e quant'altro, le fattezze di questi cosiddetti "Eroi", arrivando ad evidenziare – per quanto potesse un ragazzino di otto o dieci anni quale ero all'epoca – un trait d'union artistico che legava queste "creature" di carta e celluloide. L'impianto grafico era qualcosa di nuovo – almeno per me – in un mondo come quello di Hanna&Barbera sino ad allora composto solo di, passatemi il termine, personaggi caricaturali e animali antropomorfi. Dovettero passare anni e anni prima che una mia certa maturità e conoscenza del mezzo artistico legato a fumetti e animazione potesse portarmi alla soluzione; e cioè lo scoprire quale vulcanica mente creativa si celasse dietro quelle creazioni. Un artista che avevo ammirato altrove, e che senza saperlo aveva in un certo senso segnato una parte della mia infanzia  televisiva... Alex Toth!

L'Hydra e il Pipistrello

Chi non conosce l'Idra di Lernia?!? Creatura leggendaria legata alla mitologia Greca e alle famose dodici fatiche di Ercole, debellata poi da quest'ultimo grazie alla sua forza e al suo ingegno bruciando le molteplici teste della creatura ogni qual volta queste provavano a ricrescere. Sicuramente molti di voi. Storie leggendarie queste, come i loro protagonisti, entrate prepotentemente a far parte da sempre nell'immaginario artistico di tutti noi, tra film, libri, serie tv, cartoni animati, e ovviamente fumetti... e proprio di questi ultimi, visto il tenore del Blog, andremo a parlare brevemente, per analizzare quelle simpatiche curiosità e coincidenze che da sempre affollano il colorato mondo dei Comics a stelle e strisce. Però non parlerò del celebre semidio ed Eroe Greco Ercole, che a livello di Comics gode – e sicuramente godrà ancora – di giusta fama e salute, seppur usato spesso come scelta secondaria o come supereroe di Serie B in ambito Marvel Comics con relativi Avengers al seguito. No, piuttosto mi soffermerò, come giustamente trapelato all'inizio, sulla creatura – o simbolo – rappresentata appunto dalla mitica Idra, che come molti lettori sanno, ha più di un contatto con i succitati Avengers di cui sopra. Difatti, l'Hydra dell'universo Marvel, corrisponde ad una nota organizzazione criminale internazionale di natura tentacolare – da cui l'appellativo del celebre Mostro a nove teste – creata nell'Agosto del 1965 dal dinamico duo Stan Lee e Jack Kirby sul #135 di Strange Tales, e che nel corso di anni e anni di pubblicazioni, sarà dolorosa spina nel fianco per il servizio strategico S.H.I.E.L.D. capitanato dal rude e risolutivo Nick Fury. Hydra che soprattutto grazie ai film e alle serie TV del MCU (marvel cinematic universe) diventerà assai popolare anche tra quel pubblico mainstream e di solito poco avezzo al mondo dei Comics. Abbastanza conosciuta, a tal punto che il famoso motto dell'Hydra "Hail Hydra! Taglia un braccio e altri due ne prenderanno il posto!", è divenuto celebre anche per il mio nipotino di quattro anni.
Nick Fury Agents of s.h.i.e.l.d. - Strange Tales #135
Nick Fury, novello James Bond, sul #135 di Strange Tales. 
Il celebre motto dell'Hydra al suo esordio su Strange Tales #135.

Golden Focus On: ATOMIC THUNDERBOLT!

Visto il caldo – quasi nucleare – che ogni estate puntualmente ci opprime, il Character di oggi è quantomeno appropriato. Sto parlando di Atomic Thunderbolt, eroe nato nel Febbraio del 1946 sulle pagine dell'omonima rivista Atomic Thunderbolt #1, edito dalla piccola casa editrice Regor Company

Regor Company - atomic thunderbolt february 1946

Aarkus e i suoi fratelli

Chi è addentro al variegato verbo dei comics, si sarà senz'altro accorto delle innumerevoli somiglianze che nel corso degli anni si sono succedute in questo colorato universo di carta stampata  – a stelle e strisce – tra i suoi numerosissimi Characters in costume o senza... che so, roba tipo: è nato prima Hulk o Solomon Grundy? Oppure, Hawkeye è solo una mera copia di Green Arrow? E' più tosto Deadshot o Bullseye? Insomma, gli esempi sarebbero davvero infiniti... soprattutto se parliamo dell'eterna sfida tra i due pesi massimi dell'editoria Americana: DC Comics e Marvel Comics. Uno dei più gustosi confronti – perlomeno per il sottoscritto – è quello che vede le sue radici proprio nella Golden Age di una di queste due grandi realtà editoriali; quella Marvel Comics che negli anni 30' e 40' portava ancora il nome di Timely Comics.
In passato, proprio su queste pagine, qualche variopinto e primordiale Characters della (fu) Timely Comics ha fatto più di una volta capolino; gente come Moon Man, The Challenger, la prima Human Torch, Black Marvel, tanto per citarne qualcuno. Ma solo uno, delle lunghe schiere di Characters in maschera partoriti a suo tempo dalla Timely, mi ha sempre affascinato più degli altri: il misterioso e nebbioso alieno extra-dimensionale chiamato The Vision, all'anagrafe Aarkus. Oltre a possedere un suo particolare e innato fascino, è soprattutto l'artefice, involontario e non, di una sequela di più o meno intenzionali cloni o figli illegittimi. Sia in casa della stessa Timely/Marvel, che nella distinta concorrenza di casa DC.



Golden Focus On: MOON GIRL!

Durante tutti gli anni 40' – come abbiamo avuto modo di vedere – la casa editrice EC Comics si contraddistinse soprattutto per i suoi Magazine e Comics a tema Horror (Tales from the Crypt, The Vault of Horror, etc) quindi, per forza di cose, Super-eroi e affini non erano minimamente accostabili alle pubblicazioni della suddetta; ma ovviamente, in campo editoriale e dietro l'angolo, c'è sempre qualcuno che fiuta l'affare o avvista un opportunità....quindi ben presto la distanza dal target Super-Eroico andò sempre più a colmarsi, facendo di conseguenza scivolare pian pianino anche la EC Comics nell'enorme calderone dei "Super-tizi in costume". Dopotutto, in quegli anni di grande fermento editoriale, in piena Golden Age, moltissime erano le case editrici che stavano virando verso Comics a sfondo poliziesco o d'avventura, inevitabile quindi che anche la EC Comics pretendesse  anch'essa un pezzetto di quel mercato, dopo anni di sperimentali esperienze cartacee a tema Romantic. Fondamentalmente, come vedremo anche in seguito, la EC Comics rimarrà sempre in bilico tra questi due mondi: Romanticismo e Avventura Eroica.

Dunque, ben due in particolare furono le incursioni nel mondo variopinto dei Super-Eroi: uno era l'anonimo Firefly, una specie di ibrido tra un insetto antropomorfo in stile Disneyano e la Torcia Umana dei Fantastic Four; subito dopo questo dimenticabile Character arrivava infine Moon Girl, eroina dai tratti esotici e che aveva non poche connessioni con un altra eroina del periodo ben più famosa...la Wonder Woman targata DC Comics
Ma andiamo con ordine.

Golden Focus On: ATLAS!

Come sapete, su queste pagine si è sempre trattato maggiormente di Characters provenienti da quell'immenso bacino che è la Golden Age – quindi fine anni '30 metà anni '50 – e poche volte mi sono addentrato in territori che superassero quelle magiche annate. Stavolta però vorrei parlare di un singolare, quanto accattivante Eroe, che definirei difficilmente collocabile temporalmente – motivo in più del suo strano e singolare fascino – e che vede il suo esordio ben oltre quelle date. In un momento storico in cui – all'alba degli anni '60 in piena Silver Age – i poteri di Superman erano arrivati fuori scala con gesti come spostare interi pianeti, raggi X che potevano fondere di tutto, una voce che risuonava al punto da stendere intere catene montuose etc etc, l'arrivo di un Character del genere era una palese e piacevole controtendenza. Un eroe più realistico – come ci assicurava la stessa pagina iniziale del suo fumetto – che ci teneva a ribadire che stessimo leggendo a tutti gli effetti una storia ben piantata nella realtà, seppur quasi subito dopo, addentrandosi nella lettura, il fattore realismo andava pian piano a farsi benedire. 

Atlas fa il suo debutto nel gennaio del 1964 – per la bellezza di un solo numero – su Daring Adventures #18 della IW Publishing, casa editrice che in quegli anni aveva già ristampato e distribuito più di Trecento titoli di altre case editrici defunte – nomi come Quality, Fiction house, Fox Feature Syndicate e tante altre ancora – costrette a metà degli anni '50 a chiudere per via del funesto libro dello psicologo Fredric WerthamSeduction of the Innocent – e dell'avvento del cosiddetto Comics Code (cui avevo accennato qui). 


Atlas IW Publishing 1964
La copertina di Daring Adventures #18. Come si può notare, il costume di Atlas è
molto diverso da come invece apparirà all'interno delle pagine. In più, come
mostrato nella seguente illustrazione, veniva suggerito inizialmente un ruolo
da chimico – piuttosto che da impiegato – per il giovane Jim Randa
ll.  

12+1 Famosi Villains dei Comics ispirati alla nostra realtà.

Recentemente, dialogando tra amici e amanti del fumetto, è scaturita fuori una discussione inerente la curiosità circa la creazione di quei Characters, eroi o villains che fossero, che tanto hanno dato – e continuano a dare – alle nostre vite, alimentando la nostra assetata fantasia. E a proposito di fantasia, il parto di questi personaggi, era solo tutto frutto dell'innata creatività di questi artisti, o c'era dell'altro?!? Al fine di capire meglio, ho redatto una veloce e divertente lista sulle curiose e incredibili ispirazioni che scrittori e creativi hanno sorprendentemente tratto da persone, luoghi – e financo oggetti – nella creazione di alcuni iconici Characters dei Comics arrivati sino ai giorni nostri.
Characters colorati diventati col passare del tempo imprescindibili nel tessuto stesso della nostra società, tra film, fumetti, serie tv, gadget, etc etc.  

Per iniziare, visto che molti lettori – tramite altri Social – mi suggerivano di dare più spazio al mondo dei Villains in generale, ho deciso di dedicare proprio a quest'ultimi una lista di 12+1 Characters più o meno famosi dei Comics Mainstream. Si sa che molti dei Villains o Supercriminali del mondo dei Comics furono veri e propri parti delle menti dei loro autori – quindi originali – e degli artisti che li affiancavano. Altri invece sono, come detto pocanzi, frutto di incredibili ispirazioni, da cui, spulciando certi documenti e vecchie interviste, sono riuscito a trarre un attendibilità vicina al 95%...ergo, non vi è una certezza assoluta. Quindi, a meno che l'artista dichiarante in quel momento non volesse trollare l'intervistatore o il proprio biografo, devo – e dobbiamo – dare per certo che questi aneddoti siano veri.
Quindi via con le danze...



GALACTUS ( Fantastic Four vol.1 #48 - marzo 1966
Jack Kirby cover art Galactus

Golden Focus On: BLACK LION!

Come abbiamo avuto modo di vedere su queste pagine, i characters della Golden Age  non hanno mai avuto problemi nell'intraprendere la carriera di vigilanti in calzamaglia o supereroi dagli incredibili poteri, pronti a combattere il crimine senza pietà alcuna, sia che fossero valorosi e operosi americani della classe media, sia che fossero appartenenti ad una classe economicamente privilegiata  come il protagonista di oggi, che con ferocia ferina degna dell'animale di cui porta il nome, Leone Nero, era pronto a dare spietata caccia ad ogni forma di male o crimine!

La copertina del #21 di Wonderland Comics della Fox Future Syndicate, albo
d'esordio per il nostro Black Lion. Come si può notare, sulla Cover spicca uno
dei supereroi di maggior successo della Fox,  The Flame.

Golden Focus On: BLUE FLAME!

Di supereroi elettrici, volanti, magnetizzati, metallici e chi più ne ha più ne metta, è pieno il mondo attuale dei Comics e lo era altrettanto quello della vecchia cara Golden Age... e tra questi personaggi dotati di incredibili facoltà, non potevano certo mancare quelli che prendevano fuoco per un nonnulla.

Uno di questi era Blue Flame, incredibile supereroe apparso sul #11 di Captain Flight Comics del febbraio/marzo del 1947,  pubblicato dalla casa editrice Four Star Pubblications, dalla vita editoriale assai breve in quanto questa fu la sua unica ed ultima apparizione sulla carta stampata del periodo.

Blue Flame - da Captain Flight Comics numero 11 - febbraio/marzo 1947

Ti conosco Mascherina! (o forse no?)

 Piccolo viaggio tra Eroi mascherati e non... dal Mito alla Golden Age, e ritorno...

Su queste pagine sinora si è parlato spesso delle cosiddette maschere o eroi mascherati, fate voi..
Ho ritenuto perciò giusto, al fine di comprendere meglio il mio amore per esse, e per  immergersi meglio nelle biografie e articoli su opere derivative inerenti quel mondo (che costellano e  costelleranno ancora questo blog) farci insieme una brevissima chiacchierata su questo colorato e vetusto mondo di carta.
Ovviamente è una piccola infarinatura dedicata a coloro che sono totalmente digiuni dell'argomento. 
I più esperti, o i lettori saltuari di fumetti, non leggeranno nulla di nuovo, anche se forse qualche informazione in più, magari da dibattere insieme, non potrà certo far loro male.

IPERBOREE IPERBOLI HYBORIANE...

    Epoche sconosciute e Continenti perduti, tra mito e realtà

Sere fa mi sono imbattuto nell'ennesima riproposizione del film Conan il barbaro di John Milius, con l'allora quasi esordiente Arnold Schwarzenegger; difatti questo fu solo il film che lanciò il futuro governatore della California nell'empireo del cinema mondiale, mentre il suo esordio vero e proprio era già avvenuto anni prima in piccole pellicole piuttosto trascurabili ed in ruoli secondari.
Mentre guardavo il film, rimbalzavano dentro di me le critiche dei puristi che, nonostante sia divenuto con il tempo un cult degli anni 80, non lo hanno mai accettato come fedele trasposizione all'epopea del Conan letterario nato dalla penna di Robert Erwin Howard nel lontano 1932. Al contrario invece i fondamentalisti del verbo howardiano trovarono molto più fedele ai romanzi il recente film del 2011 di Marcus Nispel, Conan The Barbarian, con l'allora esordiente Jason Momoa nel ruolo che all'epoca fu di Schwarzenegger. Inutile però dire che a livello di pellicola in sé per sé questo film fu decisamente un disastro, sia in termini di critica che di botteghino; insomma nulla a che vedere cinematograficamente, con il Conan di Milius.
Per arrivare al punto, in entrambi i film si può percepire la parola Hyboriana ed è da questa piccola, ma nemmeno tanto piccola parola, che volevo fare un po' di ordine nella mia testa, in quanto più di una volta mi sono imbattuto nei termini, apparentemente simili, di Hyboriana e Hyperborea.

Partiamo dalla prima:
l'era Hyboriana innanzitutto è un periodo, un tempo, un'era per l'appunto, collocata circa dodicimila anni fa, in un periodo che andrebbe dallo sprofondamento di Atlantide e i primi documenti storici dei primi insediamenti umani arrivati sino a noi, un periodo di cui si è persa evidentemente la memoria.
Continenti perduti,  regni leggendari tra fantasia e storia, misteriose città,  divinità e demoni, su cui tra l'altro aleggia il sospetto di civiltà ancora più antiche e pre-umane. Non a caso, quando si parla di divinità pre-umane la mia mente corre ai grandi antichi di lovecraftiana memoria, a cui lo stesso Howard si accostò, oltre che nell'ispirazione anche materialmente, contribuendo con ben cinque racconti ad arricchire il ciclo di Cthulhu del solitario di Providence.

The Cthulhu Mythos di robert e. howard collezione completa

Tornando alla sua creatura, il barbaro cimerriano è un eroe fiero e leale, di cui Howard, al contrario di quanto solitamente facevano gli autori della maggior parte degli eroi fantasy dell'epoca su riviste storiche come Weird Tales (antesignana pubblicazione dedita al fantastico e all'immaginario e all'orrore) fu quello di immaginare tutta la vita del suo personaggio, dalla nascita alla vecchiaia, facendolo crescere sia fisicamente che psicologicamente.
L'era Hyboriana aveva cosi preceduto la nostra storia, un po' come fece Tolkien con le sue ere nel suo ciclo dedicato al quasi immaginario mondo di Arda (la nostra Terra) e la sua ben più famosa Terra di Mezzo. Difatti, secondo calcoli di studiosi e fan dell'opera di Tolkien, noi dovremmo trovarci all'incirca nella sesta o settima era, indi per cui le gesta e le vicende del Silmarillion (una sorta di genesi biblica) o le ben più conosciute Cronache dell'anello, non sarebbero che nostre ipotetiche origini, un passato di cui abbiamo perso il ricordo.

INFINITY WAR o INFINITY HUMANITY?

     Sovrappopolazione e "rimedi" attraverso cinema e fumetto

Con notevole ritardo anche il sottoscritto si è alfine recato a visionare il film blockbuster del momento, o perlomeno di qualche momento fa. Al momento in cui scrivo infatti, qui in Italia, il film è retrocesso dalla prima posizione, mentre nel resto del mondo continua a macinare milioni di dollari attestandosi nientepopodimeno che nella quarta posizione degli incassi di tutti i tempi, poco sotto film come Star Wars The Force Awakens, Titanic e Avatar! Sto parlando di Avengers Infinity War (a firma dei fratelli Russo), un carrarmato, anzi, una corazzata poderosa e coloratissima figlia di ben 10 anni di "semina" filmografica ( capito Warner/DC come si crea e porta avanti una continuity ed un intero universo cine(comics)matografico?!? - grida il nerd dentro di me, che si ribella allo sfacelo perpetuato dalla Warner in campo cinematografico sui suoi personaggi preferiti.
Eh sì, parteggio leggermente per i gloriosi personaggi della DC comics sia su carta che in animazione, ma questo è un altro discorso.
Di questo mega cingolato inarrestabile che è il Marvel Cinematic Universe (MCU per i fan più puri) al cui comando in cima siede il sorcio più potente del pianeta (e non siamo in un fumetto, ma è la nostra realtà) non farò recensioni canoniche o altro, di quello è già stracolmo l'intero web. No, un po' come tutte le future pillole ciarliere e divaganti che farò qui dentro tra me e me, o forse tra me qualche incauto internauta, persosi da queste parti per puro caso, sfiga, o altro, mi limiterò soltanto ad alcune piccole riflessioni o amene curiosità.

Locandina film avengers infinity war

Innanzitutto do per scontato che, qualora leggeste queste righe, abbiate già visto il film, quindi ce ne freghiamo degli spoiler, ok?!?
Non si può negare che sia un film coinvolgente. Tolta una parte centrale un po' zoppicante, il resto procede come un treno...o meglio, come un ottovolante, raggiungendo senza indugio il traguardo dei suoi 142 minuti.
Ho potuto notare da quasi (e ripeto quasi) neofita del MCU ( lo ammetto, alcuni film mancano all'appello delle mie personali visioni, ma ho recuperato credo quelli più importanti ai fini della continuity) un cambio di registro nel mood dei suddetti film.