Bentornati amici e amanti della Golden Age, come di consuetudine anche oggi mi accingo a stilare per voi una simpatica lista di personaggi o eroi degno di essere recuperati da quell'immenso bacino rappresentato dai characters di pubblico dominio dell'epoca d'oro dei comics Americana; stavolta concentrandomi su di una casa editrice in particolare, quella Centaur Publications che tante volte abbiamo avuto modo di approfondire insieme qui sul Blog o sull'omonimo canale YouTube grazie a personaggi importanti come il leggendario arciere Arrow, il primo storico Black Panther, l'improbabile Ferrett, il volante Air-Man o il più famoso e potente di tutti, il gagliardo Amazing-Man di Bill Everett! E questo solo per citare alcuni dei tanti che abbiamo esplorato e scoperto insieme...ma si sa, il colorato e vasto mondo della Golden Age of Comics risulta essere sempre un bacino inesauribile di idee e personaggi dimenticati, che a volte, solo per questioni di tempo o di priorità a livello di importanza, l'umile sottoscritto ha dovuto temporaneamente mettere in attesa. Ergo, anche la seguente lista servirà a colmare questa lacuna, dando luce e ribalta a ben sei personaggi della mitica Centaur che riscuoteranno di certo il vostro interesse e che in epoca moderna – perlomeno uno di loro – hanno persino goduto di un rilancio cartaceo grazie all'opera di coraggiose e sfortunate case editrici come la Malibu Comics. Quindi, senza indugio e in rigoroso ordine cronologico di nascita, partiamo con questa ennesima curiosa e simpatica lista.
MASKED MARVEL (Luglio 1939 Centaur Publications)
Sin dai primi gloriosi anni della Golden Age diverse case editrici erano affascinate dalla parola "Marvel" accostata ai loro nascenti eroi in costume; dal potente Captain Marvel/Shazam della Fawcett Comics nato nel 1943 e poi acquisito dalla DC Comics, passando per i primi eroi della Timely Comics e futura Marvel Comics come Black Marvel, nato nel 1941, o il collega Marvel Boy, nato invece nel 1940 e in seguito riproposto negli anni '50, quando la Timely acquisirà l'identità di Atlas Comics. Senza poi ovviamente dimenticare i numerosi supereroi di epoca Marvel come il valoroso eroe Kree Mar-Vell, conosciuto ai più come Captain Marvel e nato nel 1967, o la successiva Miss Marvel, nata ben dieci anni dopo il leggendario eroe Kree e che in seguito gli ruberà persino il nome di battaglia in maniera alquanto discutibile. Ma nonostante questo apparente florilegio di eroi in salsa "Marvel", tanto per cambiare, anche in questo caso ce n'era uno che li anticipava tutti a livello cronologico, nato proprio in seno alla prolifica Centaur Publications, precisamente nel Luglio del 1939 sulle pagine dell'antologica Keen Detective Funnies #7 Vol. 2 e che prendeva il nome di Masked Marvel!
Scritto e disegnato dal fumettista Ben Thompson, Masked Marvel era un personaggio di rosso vestito avvolto nel mistero e la cui identità rimaneva perlopiù sconosciuta, limitandosi a intervenire velocemente ovunque servisse il suo aiuto spostandosi grazie ad un aereo speciale che a quanto pare poteva controllare telepaticamente facendolo decollare da una remota base segreta in cima a una montagna coperta da una poderosa cupola di vetro; in più, oltre a essere dotato di diversi gadget e armi avveniristiche come un visore con cui monitorava le attività terrestri o una utilissima pistola paralizzante, era aiutato da tre validi e altrettanto misteriosi collaboratori di nome ZR, ZL, e ZY e che lo aiutavano nelle sue imprese grazie ai loro contatti all'interno all'interno dell'agenzia governativa FBI. Seppur non dotato apparentemente di veri e propri poteri, la nostra meraviglia mascherata in rosso era stata più volte avvistata sollevare pesi ben al di sopra delle sue capacità, senza ovviamente tralasciare le sue apparenti abilità telepatiche o telecinetiche con cui pilotava il suo formidabile aereo, anche se alla fine preferiva spesso affidarsi al suo ingegno e alla sua speciale pistola paralizzante.
Le avventure di Masked Marvel pubblicate su Keen Detective Funnies vedranno il capolinea con il #24 del Settembre 1940, mentre quasi contemporaneamente la Centaur gli dedicava un'intera testata a suo nome andata avanti per soli tre numeri, dal Settembre del 1940 al Dicembre dello stesso anno. Dopodiché, tolto un personaggio dal nome simile comparso sulle pagine del Frankenstein della Prize Comics nel 1947, dell'originale Masked Marvel non si sentirà parlare sino ai rocamboleschi primi anni '90, quando la Malibu Comics lo riciclerà all'interno del super team chiamato The Protectors, una squadra governativa composta da ex supereroi della Golden Age appartenenti perlopiù alla defunta Centaur Publications; qui l'ex meraviglia mascherata prenderà il nuovo nome in codice di Nightmask e a impersonarlo all'interno dei validi Protectors sarà suo figlio, qui chiamato Richard Reinhart e che solo successivamente passerà il manto di nuovo Nightmask a Marcia Beckworth, nipote di uno dei primi collaboratori del Nightmask/Masked Marvel originale e che solo in seguito all'intervento del misterioso The Eye – ex eroe di epoca Centaur – acquisirà dei veri e propri poteri adottando l'identità di terzo e ultimo Nightmask.
Rimaniamo sempre nel 1939, spostandoci in avanti di un paio di mesi, con il mirabolante Mighty Man, apparso precisamente sulle pagine di Amazing Man Comics #5 del Settembre 1939 e creato dal fumettista Martin Filchock, noto fino a quel momento per la sua lunga attività nelle strisce umoristiche dei quotidiani della Charlton Comics e che in seguito presterà la sua arte ad eroi minori come il Fireball della MLJ Comics o il meno conosciuto Fire-Man della stessa Centaur Publications.
La storia di Mighty Man prendeva il via dal viaggio di un gruppo di temerari esploratori del XIX secolo che si imbatteranno in una remota valle segreta in cui ogni cosa, dalle piante agli animali, aveva una dimensione ben superiore alla norma; il gruppo di avventurosi pionieri, non riuscendo a trovare una via d'uscita da quel singolare luogo, deciderà di stabilirsi lì, rimanendovi per diversi anni fino alla loro totale scomparsa... soltanto uno dei loro figli però sopravviverà, un bambino che essendo nato nella particolare e segreta valle aveva acquisito le stesse dimensioni imponenti di tutte le forme di vita che abitavano il misterioso luogo. Raggiunti abbondantemente i quattro metri d'altezza e oltre, il giovane gigante possedeva anche una forza impressionante, tutti elementi che lo resero un essere quasi mitologico agli occhi di alcuni cercatori d'oro che si imbatterono in lui durante una ricognizione nella particolare valle e a cui il ragazzo aveva raccontato la sua storia e le sue origini. Soprannominato da quest'ultimi Mighty Man, il giovane gigante abbandonerà la sua valle per iniziare a viaggiare in lungo e largo per gli sconfinati territori Americani, vivendo diverse avventure in cui avrà modo di mettere le sue abilità al servizio dei più deboli, fino a quando non si sottoporrà ad un esperimento condotto da un suo amico, il professor Robert Hilldale, che grazie ad un macchinario di sua invenzione riuscirà a riportare il gigantesco ragazzo a dimensioni più normali, conferendogli al tempo stesso la capacità di potersi ingrandire o rimpicciolire a suo piacimento, oltre all'incredibile possibilità di poter anche cambiare aspetto o modificare il suo stesso corpo. Acquisite queste nuove incredibili capacità, dal #24 di Amazing-Man Comics inizierà a fare coppia con la ragazza speciale chiamata Super Ann, una giovane ereditiera con superpoteri la cui serie personale si era conclusa nel 1940 e che nonostante l'inedita accoppiata non riuscirà mai a decollare, portando nel dimenticatoio insieme a se anche il volenteroso Mighty Man, che con il #25 di Amazing-Man Comics vedrà concludere la sua fuggevole carriera di poliedrico eroe d'America. Il nostro amabile ed eroico ragazzone farà un'ultima comparsata all'interno della rivista Stars and Stripes, edita nel 1941 sempre dalla Centaur Publications, dopodiché sparirà definitivamente da tutti i radar cartacei del tempo, ricomparendo ancor più fugacemente delle precedenti occasioni, in un futile tentativo di rilancio degli eroi Centaur effettuato dalla Malibu Comics nei primi anni '90 che non avrà però il successo sperato.
SPEED CENTAUR (Agosto 1939 Centaur Publications)
Facciamo ora un passo avanti di un mese per arrivare al bizzarro Speed Centaur, apparso per la prima volta sulle pagine di Amazing Mystery Funnies #8 Vol. 2, uscito precisamente nell'agosto del 1939. Nato sulla scia di quei supereroi weird che imperversavano alla fine degli anni '30, Speed Centaur poteva definirsi di certo il più strano tra gli strani avvistato sulle pubblicazioni cartacee dell'epoca, visto che il nostro era un vero e proprio Centauro di Mitologica derivazione...dotato quindi di ben quattro zampe provviste di zoccoli, torso di cavallo unito a un torso umano e fulgida coda a impreziosire il tutto. In più, stramberia delle stramberie, il nostro eroe metà uomo e metà cavallo viveva tranquillamente, come un cittadino qualsiasi, in quel di New York, ben inserito nella società del periodo e soprattutto ben accetto dall'intera comunità Newyorkese. Ma il buon Speed Centaur non era nato nella grande mela, bensì in un remoto luogo del gelido Nord lontano da ogni civiltà e all'interno di una ristretta tribù formata da creature simili a lui; quando era ancora un ragazzino (per così dire) un evento cataclismatico sterminò l'intera sua comunità, lasciandolo quindi solo a vagare per le lande ghiacciate dell'antico territorio, venendo soccorso, durante una violenta tempesta di neve, dal gentile Maurice Norton, un cacciatore di pellicce che si era spinto sin lassù in cerca di fortuna. L'uomo prese quindi con se lo strano ragazzo e lo crebbe come un figlio, insegnandoli tutto quello che c'era da sapere sulla vita oltre a impartirgli utili lezioni di Inglese e Francese. Solo in seguito il giovane conoscerà il giornalista Jerry "Reel" McCoy, proveniente dal cosiddetto mondo civilizzato e che quasi subito dopo avrà modo di portare con se il buon Speed Centaur in quel di New York, introducendolo quindi alla società e prendendolo con se come assistente nel suo lavoro giornalistico; da lì sarà poi un attimo affinché il giovane ibrido intraprenda una carriera come volenteroso supereroe a quattro zampe. Protagonista di diverse e stravaganti avventure, Speed Centaur era il parto del fumettista Malcom Kildale, autore gia al lavoro su eroi come lo Spitfire della Harvey Comics o il Sergente Spook della Novelty Press e che sempre nel 1939 tentò di portare il suo Speed Centaur alla ribalta delle strisce domenicali pubblicate sui giornali della Watkins Syndicate, rimanendo al contempo fisso sulle pagine di Amazing Mystery Funnies, perlomeno fino al #24 della rivista, che proprio con quel numero, datato Settembre 1940, chiudeva per sempre i battenti, mandando di conseguenza il nostro Uomo Cavallo a pascolare altrove, precisamente sul #1 della rivista Wham Comics, pubblicata sempre dalla Centaur Publications e datata Novembre 1940, dove avrà il tempo di una velocissima ed eroica galoppata prima di perdersi per sempre nelle desolate praterie dell'oblio editoriale toccato in sorte a tanti suoi colleghi della Golden Age.
MINIMIDGET (Settembre 1939 Centaur Publications)
Passiamo al mese successivo con un altro personaggio forse meno stravagante del precedente Speed Centaur, ma non per questo meno bizzarro...il micro super uomo chiamato Minimidget! Questo nuovo piccolo eroe mascherato della Centaur Publications nasceva sula scia di un illustre mini collega mascherato come il Doll Man della Quality Comics, nato nel Dicembre del 1939, perciò ambedue anticipatori di una serie di eroi e supereroi miniaturizzati che sarebbero arrivati di li a poco; quindi gente come il Fly-Man della Harvey Comics nato nel 1941, o i ben più famosi Atom della DC Comics e Ant-Man della Marvel Comics, entrambe nati all'alba degli anni '60. Apparso per la prima volta sulle pagine di Amazing-Man #5 del Settembre 1939, Minimidget era una creatura nata dalla penna di uno sceneggiatore tuttora sconosciuto e affiancato ai disegni dal fumettista John Kolb. Al principio il nostro piccolo protagonista non era ancora un eroe miniaturizzato e rispondeva all'identità dell'avventuriero Jack Rhodes, che solamente nella sua seconda avventura, scontrandosi con il folle Professore Anton Barmell, verrà rimpicciolito, insieme alla sua ragazza Ritty, da un macchinario inventato proprio dal folle scienziato. Liberatisi dal controllo del bieco Professor Barnell, ma definitivamente intrappolati nelle loro nuove rimpicciolite forme, solamente con il #5 di Amazing-Man Comics il coraggioso Jack e la dolce Ritty inizieranno le loro particolari gesta come eroi in miniatura. Le ridottissime dimensioni dei due compagni di vita e di avventura permettevano loro di potersi spostare con fantasiosi velivoli e automezzi in miniatura costruiti da loro, che seppur non eccellessero in velocità, soprattutto per i rapporti in scala con le dimensioni canoniche del resto delle persone e del mondo che li circondava, li aiutava comunque ad avere dei vantaggi nella loro personale lotta al crimine; per esempio, non era impossibile per loro nascondersi dentro le tasche di un pregiudicato e seguirlo fino al covo dell'intera banda, o magari volare accanto a un boss della malavita venendo spacciati solo per degli insetti molesti. I due piccoli combattenti vivranno diverse stravaganti avventure, dall'arrestare le mire di conquista di sedicenti dittatori, fino ad essere spediti nel futuro, precisamente nell'anno 3000, solamente per testare da parte di uno scienziato la fattibilità dei viaggi nel tempo. I due miniaturizzati e girovaghi eroi proseguiranno le loro imprese fino al #25 di Amazing-Man Comics del Dicembre 1941, dopodiché si trasferiranno sulle pagine della rivista Stars and Stripes, precisamente dal #2 al #6, usciti precisamente tra il Maggio del 1941 e il Dicembre dello stesso anno, data che vide anche la chiusura della stessa Stars and Stripes, mettendo così la definitiva parola fine alle vite dei due mini eroi in costume. Molti anni dopo il nostro piccolo Minimidget non godrà nemmeno di un onorevole ripescaggio editoriale, come invece avvenuto ad altri suoi colleghi Centaur di epoca Golden Age sulle pagine della serie The Protectors, uscita negli esplosivi anni '90 per opera della fugace Malibu Comics. Potremo invece avvistarlo molti anni più tardi, precisamente nel 2015, sulla serie intitolata The Extraordinary Miniature Man, edita dalla piccola realtà editoriale Gallant Comics, in cui il nostro, con una nuova identità e un nuovo nome in codice, verrà riportato in auge dalla coppia di fumettisti Steven Butler e Barry Gregory.
THE SHARK (Ottobre 1939 Centaur Publications)
Facciamo un ultimo salto in avanti di un mese per arrivare a The Shark, a tutti gli effetti il primo eroe sottomarino dei Comics, in quanto esordì un mese prima del ben più noto Namor il Sub-Mariner della Timely Comics (futura Marvel) che ricordiamolo, seppur apparso nell'aprile del 1939 sulle pagine della rivista Motion Picture Funnies Weekly – della "nata morta" First Funnies Inc. – e distribuita in pochissime copie nelle sale cinematografiche dell'epoca, ma mai realmente distribuita nel mercato editoriale, l'esordio ufficiale del principe Atlantideo è da far risalire al Novembre del 1939, all'interno del mitico Marvel Mystery Comics #1 della Timely/Marvel. Ergo, il buon The Shark della Centaur Publications detiene un primato non da poco, debuttando quindi precisamente nell'ottobre del 1939 sulle pagine di Amazing-Man Comics #6, rivista questa che aveva già visto l'esordio di eroi e colleghi in costume come il precedente Minimidget o il metallico Iron Skull, senza ovviamente dimenticare il padrone di casa Amazing-Man. Le origini di The Shark erano decisamente nobili e altisonanti, in quanto egli era nientemeno che figlio dello stesso Dio Nettuno, regnando perciò sui diversi reami sottomarini dei leggendari sette mari e seppur avesse vissuto sin da piccolo sott'acqua e amasse molto il suo regno, come pure il suo divino genitore, il nostro non era molto interessato alla vita da monarca, preferendo invece buttarsi a capofitto in avventure lontane e a contatto con la cosiddetta società di superficie, cui prestava spesso soccorso fermando le imprese malvagie di quei criminali e spietati pirati che minacciavano sovente la fauna acquatica degli oceani da lui presieduti. A proposito di Fauna acquatica, il nostro The Shark si accompagnava spesso con branchi di ferocissimi e affamati squali – quasi dei fratelli e compagni di vita – e che gli valsero in un certo qual modo il suo nome di battaglia. The Shark, oltre ovviamente a respirare sott'acqua e ad essere un nuotatore fenomenale e velocissimo, grazie alle sue speciali mani e piedi palmati, in acqua possedeva la forza equivalente di dieci balene e una discreta invulnerabilità, mentre grazie a delle particolari capacità ipnotiche riusciva a creare sofisticate illusioni ottiche, anche di se stesso, grazie anche all'ausilio dell'acqua circostante che riusciva a governare istintivamente. In più era dotato di un ingegno senza pari che gli permetteva di costruire mirabolanti macchinari tecnologici con cui riusciva a captare o proiettare immagini anche a lunghissima distanza. Unico suo tallone d'Achille era dovuto alla lunga esposizione fuori dall'acqua, situazione che abbassava di molto la portata dei suoi poteri, rendendolo maggiormente soggetto a eventuali attacchi nemici da cui doveva sfuggire usando uno speciale pugnale donatogli da suo padre Nettuno e che gli permetteva di teletrasportarsi altrove e al sicuro. Protagonista di esotiche avventure in lungo e largo tra i suoi vasti oceani e la terraferma, il nostro Uomo Squalo andò avanti così fino al #22 di Amazing-Man Comics del Maggio 1941, dopodiché verrà trasbordato sull'antologica Stars and Stripes, sempre edita dalla Centaur, dove dal #2 in poi avrà modo di vivere le sue ultime avventure marine prima di essere del tutto lasciato in fondo al mare con il #6 di Stars and Stripes, datato Dicembre 1941. E in fondo al mare rimarrà anche in epoca moderna, in quanto non verrà nemmeno riutilizzato o riciclato nell'operazione The Protectors, serie targata Malibu Comics, che a partire dal 1992 aveva riportato in auge parecchi dei suoi colleghi Centaur Publications di epoca Golden Age.
E concludiamo la nostra lista di eroi dimenticati della Centaur Publications facendo un salto in avanti di ben due anni e approdando al 1941 con Blue Lady, scaltra eroina apparsa per la prima volta su Amazing-Man Comics #24 dell'ottobre 1941. In origine la nostra Blue Lady era la romanziera Lucille Martin, che di ritorno in nave da un viaggio in Cina – dove si era recata per raccogliere suggestioni per il suo prossimo libro – farà la conoscenza di Lotus, giovane cameriera al servizio del ricco affarista Chin Liang, che la metterà al corrente su di una missione inerente la riconsegna di un prezioso manufatto di Giada da recapitare al socio Sing Tang in quel di Chinatown a San Francisco. Purtroppo alcuni malviventi saliti a bordo della nave uccideranno la giovane cameriera Cinese gettandola in mare, lasciando così la povera Lucille sola con il prezioso manufatto e un anello dai poteri speciali che la povera Lotus le aveva regalato in segno di riconoscenza; l'anello, tanto per cambiare, nascondeva delle proprietà mistiche veicolate tramite uno speciale gas, che una volta inalato accidentalmente dall'incauta Lucille, le donerà un incredibile quanto inaspettata forza sovrumana. Arrivata sulla terraferma, in quel di San Francisco, non ci penserà un attimo a intraprendere un'attività da supereroina confezionandosi un appariscente costume e adottando l'identità di Blue Lady, nome in codice preso in prestito dalle fattezze del mistico anello che le aveva conferito i suoi nuovi poteri, ritraente appunto un uccello sacro di colore blu. Ovviamente la nostra cercherà anche di riconsegnare il manufatto di giada affidatole dalla giovane Lotus per il suo socio Sing Thang, finendo al contempo all'interno di una violenta diatriba tra bande rivali in quel di Chinatown, dal quale però riuscirà facilmente a divincolarsi grazie ai suoi nuovi poteri. Tallonata e presa di mira dagli stessi criminali che avevano ucciso Lotus sulla nave diretta in America, la coraggiosa Lucille non si perderò d'animo, riuscendo sempre ad averla vinta e passando da un gesto eroico all'altro nei confronti dell'intera comunità della sua città, intervenendo dove possibile, nella sua nuova identità mascherata di Blue Lady. Purtroppo per lei però le sue gesta come difensore della città di San Francisco non dureranno a lungo, in quanto già con il #26 di Amazing-Man Comics su di lei calerà il definitivo sipario, non venendo nemmeno riportato in vita, nei primi anni '90, nella serie The Protectors, curiosa operazione editoriale della Malibu Comics tesa a riportare in vita, decisamente restaurati, vecchi eroi di epoca Golden Age appartenenti alla ormai defunta Centaur Publications.






Nessun commento:
Posta un commento