Da sempre il mito dei giganti affascina l'uomo sin dall'alba dei tempi; esseri giganteschi nella bibbia, umanoidi enormi descritti nelle prime favole raccontate ai bambini per spaventarli, o nei primissimi racconti attorno a un fuoco narrando le gesta di mitici esseri persi nella notte del mito. Il campionario sacro e mitologico è assai vasto. Si può infatti passare per i leggendari Nephilim presenti nella Genesi Biblica, oppure, sempre rimanendo in tema "sacro", con i Dayta della religione induista all'interno dei poemi epici del Ramayana, o i misteriosi e divini Annunaki della religione Mesopotamica, passando infine per il Polifemo dell'odissea Omerica. Insomma, già in quei tempi lontanissimi, c'era l'imbarazzo della scelta. Inevitabile quindi che una certa successiva narrativa fantastica – ma nemmeno poi tanto – si appropriasse di determinati archetipi per costruire le sue mirabolanti e immaginifiche avventure. Si possono citare opere come "La vie de Gargantua et de Pantagruel", serie di cinque romanzi scritti nella prima metà del '500 dallo scrittore e umanista Francois Rabelais; oppure i due spaventosi giganti Thuderdel e Galigantus presenti nella leggenda di "Jack the Giant Killer", in cui si narrano le mirabolanti imprese del giovane Jack, eroe ammazza giganti della fiera Cornovaglia durante il mitico regno di Re Artù. Ma si potrebbero mettere in mezzo anche dei giganti "improvvisati" e ancora più fantastici come il naufrago Gulliver di Jonathan Swift – titanico salvatore sull'isola di Lilliput – o la sventurata Alice – nel surreale Alice in Wonderland del geniale Lewis Carrol – che grazie ad uno speciale biscotto diventa una colossale ragazzina.

Quindi, prendete un bel respiro, che "l'immersione" sarà lunga...