Aarkus e i suoi fratelli

Chi è addentro al variegato verbo dei comics, si sarà senz'altro accorto delle innumerevoli somiglianze che nel corso degli anni si sono succedute in questo colorato universo di carta stampata  – a stelle e strisce – tra i suoi numerosissimi Characters in costume o senza... che so, roba tipo: è nato prima Hulk o Solomon Grundy? Oppure, Hawkeye è solo una mera copia di Green Arrow? E' più tosto Deadshot o Bullseye? Insomma, gli esempi sarebbero davvero infiniti... soprattutto se parliamo dell'eterna sfida tra i due pesi massimi dell'editoria Americana: DC Comics e Marvel Comics. Uno dei più gustosi confronti – perlomeno per il sottoscritto – è quello che vede le sue radici proprio nella Golden Age di una di queste due grandi realtà editoriali; quella Marvel Comics che negli anni 30' e 40' portava ancora il nome di Timely Comics.
In passato, proprio su queste pagine, qualche variopinto e primordiale Characters della (fu) Timely Comics ha fatto più di una volta capolino; gente come Moon Man, The Challenger, la prima Human Torch, Black Marvel, tanto per citarne qualcuno. Ma solo uno, delle lunghe schiere di Characters in maschera partoriti a suo tempo dalla Timely, mi ha sempre affascinato più degli altri: il misterioso e nebbioso alieno extra-dimensionale chiamato The Vision, all'anagrafe Aarkus. Oltre a possedere un suo particolare e innato fascino, è soprattutto l'artefice, involontario e non, di una sequela di più o meno intenzionali cloni o figli illegittimi. Sia in casa della stessa Timely/Marvel, che nella distinta concorrenza di casa DC.




Potere – forse – del fascino alieno, o di razze provenienti dall'oltre spazio, che in quegli anni infestavano molte delle pubblicazioni cartacee più in voga; dai leggendari Buck Rogers e Flash Gordon, passando per successivi eroi cosmici come lo Space Hawk della Novelty Press, o ancor di più con la grande esplosione "spaziale" – concentratasi soprattutto negli anni 50' – con riviste antologiche a tema Sci-Fi come Amazing Adventures, Space Patrol, o Space Pirates... ma la lista potrebbe continuare all'infinito. 
Marvel Mistery Comics #13 - Timely Comics
Aarkus (The Vision) e il suo "nebbioso" debutto su Marvel Mistery Comics #13.

Ma rimanendo su Aarkus, è giusto spendere due paroline due su di lui. Aarkus (The Vision) nasce nel novembre del 1940 su Marvel Mistery Comics #13, dove fa la sua prima effettiva apparizione. A concepire l'idea del nebbioso alieno extra-dimensionale sono quei due geniacci che rispondono al nome di Joe Simon e Jack Kirby, che al tempo erano già al lavoro su Characters ben più importanti come il primo Sandman della DC, Fighting America, e ovviamente Captain America per la Timely. Aarkus, prende il nomignolo di The Vision (la Visione) a causa delle sue fantasmatiche apparizioni annunciate sempre da una particolare e suggestiva nebbiolina verde. Anche la sua pelle era di un bel biancastro tendente al verde, come pure il suo costume, che era in più dotato di un vistoso mantello rosso dall'altissimo bavero. Egli era – come già detto – una creatura extra-dimensionale e immortale che abitava in un singolare "mondo nebbioso" da cui lui stesso prendeva il suo strano nome e i suoi singolari poteri. Attirato sul pianeta terra dal dispositivo di uno scienziato, di cui diverrà alleato e amico, inizierà una spietata lotta alla criminalità terrestre. Come spesso accadeva all'epoca, anche le origini di Aarkus furono successivamente rimaneggiate; in queste nuove origini il nostro diveniva una sorta di sceriffo spaziale custode della sacra legge del suo mondo natale, che una volta giunto sulla terra si impegnava a mantenere il suo ruolo di difensore della giustizia planetaria in favore di tutti gli indifesi. 

Bene, già da questo spunto potrei soffermarmi ad annotare le moltissime affinità riscontrabili in un altro Character Alieno in costume, arrivato però molti anni più tardi. Sto parlando del detective, o meglio del segugio Marziano, di casa DC Comics. Il virtuoso J'onn J'onzz, meglio conosciuto come Martian Manhunter. Character nato in pieno revival fantascientifico da parte delle pubblicazioni DC anni 50', questo infallibile Marziano esordisce precisamente nel 1955 su Detective Comics #255. Nato più che altro per affiancare un elemento nuovo alle Detective Stories di Batman, questo eroe in Verde-Rosso ha fin troppe connessioni con il Vision/Aarkus della Timely: (1) arriva sul pianeta terra tramite un dispositivo di dislocamento dimensionale creato da uno scienziato (2) è un poliziotto del suo mondo (3) è Verde... per non parlare poi delle svariete similitudini a livello di Look. Se di fatto Martian Manhunter appare quasi come un mero copia e incolla di Vision/Aarkus, non gli si può però negare il merito di aver perlomeno anticipato la nascita di quella Silver Age che solo qualche anno più tardi esploderà in maniera esponenziale, e che prenderà il via – un anno esatto dopo la nascita del Marziano – con l'esordio, nel 1956, del ben noto collega di scuderia Flash/Barry Allen, e qualche annetto più tardi con la fondazione della mitica Justice League of America, di cui lo stesso J'onn J'onzz sarà uno dei più illustri e rispettati fondatori.

Detective Comics #255 dc comics 1955
 L'attonito scienziato Saul Erdel di fronte agli imprevedibili esiti del
suo rudimentale raggio di teletrasporto su Detective Comics #255. 
In più Martian Manhunter applica una sorta di Upgrade nei confronti del buon Aarkus. Se parliamo di poteri, il Marziano da una bella lezione all'alieno Timely; non sono rare infatti le occasioni in cui i poteri di J'onn J'onzz riescano a rivaleggiare in potenza e forza con quelli dello stesso Superman, oltre a sfoderare utilissimi poteri mentali e di controllo sulla sua materia molecolare attraversando pareti, superfici e quant'altro. Mentre per quanto riguarda il versante dei traumi personali e familiari se la gioca bene – e tristemente – con il collega Batman. Insomma, un curriculum di certo più ricco rispetto ad un Aarkus, che dal canto suo invece poteva solo generare, tramite la sua prodigiosa nebbia verde, illusioni e copie di se stesso composte della stessa. Certo, volendo poteva anche volare e teletrasportare – se stesso o altri –  ovunque ci fosse del fumo o della nebbia. Cosette, anche queste, non da poco, seppur c'è da ipotizzare che in un fantomatico scontro uno contro uno tra lui e il Marziano DC, quest'ultimo avrebbe di certo avuto la meglio...a meno che Aarkus non avesse creato, sempre grazie alla sua nebbia, delle fiamme illusorie che avrebbero a quel punto di certo messo in difficoltà il poliziotto Marziano. Proprio le fiamme ed il fuoco difatti erano – e sono – il suo tallone d'achille, in quanto elementi legati al trauma familiare subito dal povero J'on J'onzz sul suo pianeta di origine, divenendo nel tempo a tutti gli effetti elementi più letali della Kryptonite per Superman.

Avengers #57 vol.1 - Marvel Comics 1968
La storica cover di Avengers #57, con il solenne e inquietante esordio di Vision.
Una cover questa che vanta innumerevoli citazioni e omaggi.
Facciamo ora un salto temporale. E' il 1968, ben tredici anni dopo la nascita di Martian Manhunter, e ben ventotto anni dopo dopo quella di "nonno" Aarkus/Vision, quando su Avengers #57 vol.1, edito da Marvel Comics, fa il suo esordio quello che sembra essere a tutti gli effetti un diretto nipote "sintetico" di  Aarkus, e un fratellastro alla lontana di Martian Manhunter: The Vision, creato in quel 1968 dallo sceneggiatore Roy Thomas e dalla leggenda del pennello John Buscema.

Il folle Ultron da il benvenuto alla sua "creazione". 
Inizialmente l'idea di Thomas era proprio quella di recuperare, in una sorta di riciclo, lo stesso Aarkus, al punto che sulle prime il personaggio era stato immaginato di colore bianco...soltanto l'intervento provvidenziale di Stan "sorridente" Lee fece cambiare il tutto in corso d'opera, facendo quindi optare per un colorito facciale rosso, e sulla "nuova" natura androide di questo Vision. Com'è e come non è, alla fine quello che ne uscì fuori era un incredibile mix tra Martian Manhunter – di cui graficamente e cromaticamente riprende più di qualcosa – ed il Vision/Aarkus originale degli anni 40' Timely, da cui riprese totalmente particolari intrinsechi legati alla sua natura, oltre all'immancabile costume con mantello. Comunque sia, la "Visione" di Thomas e Lee, almeno nelle sue origini, cerca di differenziarsi dai due illustri precedenti, in quanto essa non è una vera e propria forma di vita organica, ma bensì una prodigiosa forma di vita artificiale, o meglio dire, per essere del tutto precisi, un Sintezoide creato dallo spietato Ultron, nemesi e spina nel fianco degli Avengers. Neanche a farlo apposta, anche Ultron è un gelido e letale androide con vistose manie di grandezza e cinico disprezzo per il genere umano, sofferente per di più di un particolarissimo complesso di Edipo nei confronti del suo creatore, lo scienziato e Avenger a tempo perso Henry "Hank" Pym, alias Ant-Man, alias Giant Man, alias Yellowjacket, alias Goliath e alias chissà cos'altro.

Una delle rare interazioni tra Martian Manhunter e Vision, avvenuta nello
 storico crossover Avengers/JLA del 2003, a firma Kurt Busiek e George Perez.
Ma lasciamo perdere questo complesso scarica barili famigliare, e torniamo ai nostri protagonisti...
Due cose volendo uniscono più di ogni altra Vision e Martian Manhunter; la loro capacità di poter attraversare gli oggetti solidi come dei fantasmi, e la loro onorevole appartenenza ai super-gruppi più prestigiosi dei loro rispettivi universi. Se difatti Martian Manhunter è un membro, nonché fondatore, della gloriosa Justice League, Vision è invece una componente importante all'interno dei potenti Avengers, dove inizialmente entrò in punta di piedi – non dimentichiamo che esordisce rapendo Janet Van Dyne aka Wasp – per poi divenirne con il tempo uno dei più stimati e affidabili paladini. Stima e rispetto enormi confermati in più di un occasione da Captain America in persona. Negli ultimi tempi poi, come noto un po' a tutti, il nostro Vision è riuscito ad accaparrarsi anche un posticino al sole nel grande baraccone cinematografico del Marvel Cinematic Universe, con le fattezze dell'attore Paul Bettany. Un risultato d'immagine che per ora lo stacca di molto dalla sua controparte Marziana targata DC, che non ha ancora goduto, sinora, di una giusta trasposizione su pellicola.

Alex Ross Invaders Now! #5 march 2011
Scatto di gruppo per i rinati Invaders, grazie al magico tocco fotografico di Alex Ross.
Tornando ad affiliazioni che nobilitano, anche il buon vecchio Aarkus ai suoi tempi non fu da meno, potendo vantare una veloce collaborazione con il primo Super Gruppo targato Timely della Golden Age, la mitica All Winners Squad. Formazione talmente mitica e fugace, che l'idea del vetusto Super Team verrà ripescata, sul finire degli anni 60', dallo stesso Roy Thomas e dal fumettista Sal Buscema, sul #71 di Avengers, con il nome di Invaders. Gli Invaders avranno nel corso degli anni diverse incarnazioni, la prima, sempre ad opera di Thomas, avverrà nel 1975 con lo speciale Giant Size Invaders, durando ben quarantuno numeri, e concludendosi solo nel 1979. Una seconda invece vedrà la luce ben trent'anni dopo, con una nuova serie ribattezzata New Invaders, pubblicata tra l'agosto del 2004 e il giugno del 2005. In tempi più recenti sarà invece l'artista Alex Ross a rilanciarli in una serie di diverse pubblicazioni, di cui è giusto segnalare Invaders Now!, del novembre 2010. Serie questa che vedrà il vecchio Aarkus giocare un ruolo di primo piano, coinvolgendo al tempo stesso i suoi vecchi compagni di battaglia nello sventare una terribile minaccia proveniente dal loro tragico passato.


Aarkus e company sono Characters talmente travagliati editorialmente, ma pregni di potenziale, che "qualcuno", quasi subito dopo, decise di tirare ancor più su l'asticella del (quasi) plagio, concependo un altro Character che seguiva pedissequamente la colorata scia lasciata dagli illustri precedenti tre.
Parliamo di Red Tornado, Super Eroe – anch'egli sintetico – concepito nel 1968 da Gardner Fox e Dick Dillin sulle pagine di Justice League of America vol.1 #64.
Le similitudini con la Visione di Roy Thomas, più che con il Marziano DC e l'alieno extra-dimensionale della Timely, sono piuttosto evidenti: anche Red Tornado nasce come infiltrato, in questo caso ai danni della gloriosa Justice Society of America – super team DC di epoca Golden Age – e anche lui è, ovviamente, un essere sintetico, creato in laboratorio dal diabolico Professor TO Morrow. Apparentemente due similitudini abbastanza pesanti, se non fosse che i loro poteri divergono, e di molto... anzi, si può proprio dire che non c'entrino nulla l'uno con l'altro. Se Vision possiede forza, volo, vista calorifica, e intangibilità, Red Tornado ha invece poteri legati essenzialmente alla meteorologia! No, non fa il meteorologo, ma grazie al suo potente corpo androide ha la capacità, volando, di generare dei velocissimi e possenti cicloni incanalando le forze atmosferiche attraverso braccia e gambe, generando raffiche di vento ciclonico talmente forti e veloci da impensierire persino pezzi da novanta come Superman. Potere questo che in particolari occasioni, e a determinate velocità, gli permette persino di rendersi invisibile ed intangibile. Un piccolo tratto questo, invisibilità e intangibilità, che può un minimo avvicinarlo ai colleghi Vision e Martian Manhunter.

JLA #64 vol.1 - Dc Comics 1968
 Un ciclonico Red Tornado interrompe alla sua maniera
la riunione della Justice Society of America su JLA #64.
Come abbiamo visto quindi, questi algidi e singolari Characters, nati sulla scia di Aarkus, hanno inevitabilmente parecchi tratti in comune. Addirittura l'ultimo arrivato in ordine di tempo, Red Tornado, nasce nello stesso anno del Vision della Marvel, e ne mutua persino alcune caratteristiche basilari, seppur molto differenziato nello sfoggio dei suoi poteri. Forse, e dico forse, anche per spezzare una lancia a favore del Rosso androide della DC Comics, sarebbe giusto annotare che, seppur la sua data di nascita – 1968 – sia coincidente con quella dell'androide Sintezoide Marveliano, è un po' arduo pensare ad un palese copia e incolla, in quanto sia Gardner Fox che Roy Thomas, all'epoca, sarebbero dovuti come minimo essere collegati mentalmente per concepire quasi simultaneamente due Characters così uguali.


Si potrebbe azzardare che Red Tornado sia in realtà la prova di come spesso e volentieri, nello stesso ambiente, possono circolare idee e spunti molto simili, a volte identici. Spremere il proprio cervello creativo, ragionando sugli stessi principi e nello stesso humus creativo e contesto storico, e in più se si è accomunati dalle stesse passioni, può sovente condurre ad incredibili quanto identiche conclusioni. Ma come ho spesso detto su queste pagine, la storia dei Comics è spesso costellata di corsi e ricorsi storici, e molte volte succede proprio che chi riesce a spuntarla sia colui che riesce a pubblicare per primo...e a volte lo scarto di tempo, che siano mesi, o settimane, può davvero fare la differenza. Infine, per concludere, se dovessimo parlare di Marvel vs DC, la lunga diatriba su chi ha inventato chi per primo, o chi per secondo, non basterebbero tutte le pagine di questo umile Blog, tanto la lista diverrebbe lunga, affollata di Super tizi con relativi omonimi, cloni, o fratellastri. Ma non è detto che possa essere, armandomi di grande coraggio, l'argomento per una prossima futura scheda. 

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