Come sapete bene da queste parti si è sempre trattato, salvo eccezioni, materiale inerente la nostra amata Golden Age dei Comics Americani, sconfinando a volte anche oltre per esigenze di naturali continuità editoriali o eredità artistiche; e dato che ho citato la parola sconfinare, oggi vorrei oltrepassare del tutto insieme a voi i confini della cosiddetta Epoca d'oro dei Comics, che è bene ribadirlo, iniziava su per giù con l'avvento di Superman, nel 1938, sulle pagine di Action Comics #1 (anche se potremmo risalire a poco prima, come abbiamo avuto modo di vedere trattando i numerosi eroi e antieroi della letteratura Pulp e affini, sia sul Blog che soprattutto sull'omonimo Canale YouTube) e terminava pressapoco nei primi anni '50. Ecco, ribadito questo sacrosanto assunto temporale, oggi andremo a esplorare zone editoriali inerenti proprio quei primi anni '50, precisamente la prima metà di quel decennio, che per l'occasione quest'oggi verterà esclusivamente su di una sola casa editrice, la prolifica Magazine Enterprises, una realtà editoriale attiva dal 1943 al 1958 e che pubblicava principalmente Comic Books a tema Western – noto è il suo Ghost Rider di cui parlammo tempo addietro – riviste umoristiche, albi polizieschi e libri d'avventura per bambini, oltre ovviamente ai nostri amati supereroi. Ed è proprio a quattro di loro che oggi rivolgerò il mio sguardo, partendo leggermente prima di quei citati anni '50. Ergo, senza indugio, prepariamoci a partire per questo brevissimo viaggio fuori dai confini dell'amata e incantata Golden Age con questi quattro personaggi in cerca d'autore e rigorosamente stilati in ordine cronologico di nascita.
Iniziamo partendo da territori temporali ancora ben agganciati alla Golden Age, visto che ci troviamo nel 1948, anno in cui prende vita il personaggio a tema Western chiamato Red Mask! Non stupisce l'invenzione di un simile personaggio da parte della Magazine Enterprises, che cavalcando la moda del genere Western, in quel momento in ascesa, si butterà a capofitto su questa scia, seguendo esperimenti già rodati come per esempio il Roy Rogers della Dell Comics o il Dale Evans della DC Comics, ambedue nati pressapoco nel '48 e basati sulle gesta di noti attori di film Western del tempo. Ergo, anche la Magazine Enterprises non volle essere da meno, precipitandosi ad acquisire diritti d'immagine e relative licenze dell'attore e cowboy della RKO, Tim Holt! Inizialmente il nostro fiero cowboy apparirà tra le pagine della rivista A-1 Comics, per poi iniziare a camminare da solo nel Luglio del 1948 apparendo ancora con il semplice nome di Tim Holt, per poi effettuare l'atteso switch mascherato solamente con il #20 del Novembre 1950, dove acquisirà definitivamente l'identità del vigilante mascherato Red Mask. Questa nuova direzione – che strizzava ovviamente l'occhio a precedenti cowboy mascherati come il Black Rider della Timely Comics/Marvel, nato nel 1948, o ancor prima con il Vigilante della DC Comics, nato nel 1941 – era frutto delle menti dei fumettisti Ray Krank alle sceneggiature e dell'artista Frank Bolle ai disegni. Inizialmente il personaggio, come detto, era il semplice cowboy Tim Holt, che vagando in lungo e largo per il caro vecchio West si trovava a combattere diverse bande di fuorilegge, fin quando, in soccorso del proprietario terriero Don Vincente Gomez, vessato dalle scorrerie del bandito chiamato El Terror, verrà a conoscenza della leggenda di Red Mask, un eroe simile a Zorro che aiutava gli oppressi e i poveri del Rio Grande grazie alla sua spada e alla sua pistola. Affascinato da questa storia, il buon Tim deciderà di impersonare lui stesso il ruolo che fu dell'antico e dimenticato eroe, mascherandosi come lui in modo da poter incutere timore al diabolico El Terror e al tempo stesso proteggere la sua identità segreta. Ovviamente il nostro ci prenderà gusto e proseguendo la sua carriera di valoroso cowboy mascherato collezionerà nel tempo una serie di pittoreschi avversari incontrati lunghe le vaste praterie di frontiera; tra di loro vale la pena segnalare il suggestivo Iron Mask, un bandito dotato di un inquietante maschera di ferro a coprirgli il volto e la ben più affascinante Black Phantom, una giovane pistolera mascherata che qualche numero dopo, in una sorta di rapporto di amore e odio con il nostro eroe, si unirà a lui come partner di avventure e non solo, tutto questo a partire dal #42 (Gennaio 1954) della rivista di Tim Holt, che proprio con questo numero cambierà definitivamente il suo nome in Red Mask. Nel frattempo, tra un'avventura cartacea e l'altra, la carriera cinematografica del vero Tim Holt come star del genere Western si concluse all'incirca all'inizio degli anni '50, mentre il suo omonimo mascherato proseguirà per un altro paio d'anni, precisamente per una dozzina di numeri di Red Mask, che troveranno la conclusione con il #54 datato Settembre 1957. Ma la corsa a cavallo del nostro Tim/Red Mask non era ancora del tutto finita, in quanto già dal 1958 il nostro fu oggetto di una riesumazione non autorizzata da parte dell'editore Israel Waldman, che ne ristampò diversi numeri per le sue etichette IW e Super Comics. Dopodiché per il nostro mascherato Cowboy in rosso fu davvero la fine...perlomeno fino ai primi anni '90, quando la casa editrice AC Comics, specializzata nel recupero di vecchie glorie della Golden Age, non lo inserirà nella sua personale linea western in compagnia della sua ex compagna di avventure Black Phantom.
Allontaniamoci ora dalle aride praterie del vecchio West e proiettiamoci in ambienti Sci-Fi facendo un salto in avanti di due anni con il cosmico Jet Powers, eroe nato nel Dicembre 1950 sulle pagine dell'antologica A-1 Comics #3 present Jet, poi divenuto definitivamente Jet Comics nel Gennaio del 1951. Seppur ci siano ancor oggi dei dubbi su chi avesse scritto il personaggio – anche se molti indizi sembrano vertere verso il mitico Gardner Fox – i disegni sono da attribuire per certo all'artista Bob Powell, già autore in passato delle storie del magico Mr. Mystic di Will Eisner. La storia di Jet Powers ci narrava di questo inventore geniale e abile combattente al servizio del governo degli Stati Uniti, rispondendo direttamente al presidente stesso dal suo laboratorio segreto situato in un altopiano del sud ovest Americano, da cui ogni volta partiva in caso di qualche emergenza planetaria o di origine cosmica. Tipico eroe di bell'aspetto, aitante e muscoloso, ben calato nel suo attillato costume, Jet Powers era il tipico eroe nato all'ombra della guerra fredda, sempre pronto a intervenire in soccorso del suo paese affrontando le minacce più varie con coraggio e determinazione, sia grazie alla sua forza fisica e mirabile ingegno, che alle sue avveniristiche armi o mezzi di locomozione, sia terrestri che spaziali. Ovviamente, come tutti gli eroi che si rispettino, non poteva non avere un suo personale interesse amoroso, che qui avrà le fattezze delle bellissima ed esotica Su Shann, figlia nientemeno che di un suo vecchio avversario, il diabolico Mr. Sinn! Le avventure del nostro, che non aveva bisogno di un'identità segreta o maschere di sorta, continueranno per altri quattro numeri di Jet Comics, l'ultimo dei quali uscito verso la fine del 1951 e sostituito dalla rivista Space Ace #5 dell'agosto 1952, che ospitava le avventure dell'omonimo eroe Space Ace, avventuriero siderale creato dal prolifico Fred Guardiner. In seguito, alla fine degli anni '50, i primi due numeri di Jet Powers verranno ristampati dallo scaltro Israel Waldman con il semplice titolo Jet Power, mentre nei più vicini anni '90 la solita AC Comics si prenderà in carico di riproporre ai suoi lettori le avventure dell'ex eroe tuttofare della Magazine Enterprises. Infine, in tempi più recenti, precisamente nel 2015, la prestigiosa Dark Horse ristamperà in due eleganti volumi tutte le storie di Jet Powers illustrate dal suo co-creatore Bob Powell.
Facciamo un salto in avanti di due anni e passiamo al gentil sesso con la ruspante Cave Girl, selvaggia eroina apparsa nelle ultime pagine di Thun'Da King of The Congo del Giugno 1952, dove verrà ospitata per parecchi numeri, per poi proseguire in solitaria nel 1953 con una seria interamente dedicata a lei con il semplice titolo di Cave Girl, curata dal leggendario Gardner Fox e dal talentuoso Bob Powell. Nel suo breve percorso editoriale la nostra simpatica cavernicola era tuttalpiù considerata come la tipica Dea Bianca della giungla, quindi non molto dissimile da sue illustri colleghe e Jungle Girls come Sheena o Rulah, anche se la differenza sostanziale risiedeva nel suo provenire da una remota zona della giungla dove la flora e la fauna del luogo erano rimaste a l'era preistorica. In origine la nostra eroina era la piccola Carol London, che giunta con i suoi genitori nelle inesplorate terre Africane, verrà separata da loro in seguito all'attacco di una selvaggia tribù del luogo. Per sua fortuna la piccola Carol verrà tratta in salvo da un'aquila che la sottrarrà a morte certa portandola in volo verso la misteriosa Terra dell'Alba, una valle nascosta rimasta, come detto, immutata al trascorrere del tempo; qui la piccola crescerà in compagnia di un ferocissimo branco di lupi guidato dal capo branco Kattu, che ben presto sostituirà divenendo lei stessa guida e leader dei feroci lupi, dismettendo al contempo il suo vecchio nome e acquisendo quello ben più evocativo di Cave Girl. La giovane, ormai divenuta adulta e sempre più temibile, aveva imparato tutto sulla sopravvivenza e le sue abilità con l'arco, coltello o lancia erano impareggiabili, imparando nel tempo, da brava donna selvaggia, anche le diverse lingue degli animali e delle svariate tribù di Neanderthaliani presenti nella perduta vallata. Proprio da una tribù di questi ultimi arrivarono le prime serie minacce, rappresentate soprattutto dal capo di una di esse, tal King Pood, che bramava più di ogni cosa avere al suo fianco come compagna la giovane ragazza, che ovviamente non voleva avere nulla a che fare con il selvaggio monarca, scatenando un feroce scontro che porterà all'eliminazione dell'intera tribù da parte dell'indomabile Cave Girl! Diverso tempo dopo un altro confronto era alle porte per la nostra selvatica eroina, quello con la civiltà degli uomini bianchi, che erano arrivati a scoprire l'inesplorata vallata guidati dal cacciatore Luke Hardin, con cui la nostra indomita combattente della giungla inizierà un'inevitabile, quanto coinvolgente, relazione amorosa. Le avventure della coraggiosa Cave Girl e del compagno Luke Hardin proseguiranno fino al 1955, anno in cui sia lei che il buon Luke si eclisseranno per sempre nel fitto della remota giungla cartacea che li aveva generati, riapparendo solamente sul finire degli anni '80 grazie all'ennesimo ripescaggio effettuato dalla volenterosa AC Comics, casa editrice specializzata in recuperi di vecchi eroi ed eroine della Golden Age e non solo; qui la selvatica ragazza verrà inserita nel super gruppo tutto al femminile denominato FemForce, andando a far compagnia ad altre sue colleghe del periodo pre e post Golden Age come Princess Pantha e Nyoka the jungle Girl, oltre ovviamente ad altri onorevoli e selvaggi eroi del passato. Infine, anche per lei, come già accaduto al collega Jet Powers, verranno date alle stampe degli eleganti volumi dal titolo Bob Powell's Cave Girl, sempre editi dalla Dark Horse.
E chiudiamo il nostro lotto di eroi "ritardatari" della Magazine Enterprises con il poliedrico The Avenger, eroe mascherato nato nel 1955 sulla scia di quegli eroi e supereroi di fascia intermedia partoriti appunto a metà anni '50, quindi in quell'epoca limbo in cui i super tizi in costume non erano ancora pronti a rinascere del tutto come invece avrebbero fatto nei primi anni '60 all'alba della Silver Age. Ma nonostante ciò, non furono pochi i tentativi da parte di coraggiose case editrici di riportare in auge il genere; basterebbe pensare a personaggi come il Black Cobra della Ajax Publications nato nel 1954, il Nature Boy della Charlton Comics nato nel 1956, o meglio ancora il divertente Fighting American della Prize Comics, nato nel 1955 dall'estro di due mostri sacri come Joe Simon e Jack Kirby! Tra di loro si andava quindi a innestare, direi anche con merito, il buon The Avenger della Magazine Enterprises, apparso per la prima volta precisamente nel Febbraio del 1955 sulle pagine della omonima The Avenger #1, che vedeva ai testi sempre il prolifico Gardner Fox aiutato ai disegni dal professionale Dick Ayers, che illustrerà le avventure del buon vendicatore mascherato solo fino al secondo numero della testata, venendo poi sostituito dall'affidabile e instancabile Bob Powell. In origine il valoroso The Avenger era lo scienziato Roger Wright, che in seguito alla morte del fratello – ucciso in quel di Berlino da degli agenti Sovietici infiltrati che volevano estorcergli i progetti di un velivolo segreto creato dallo stesso Roger – deciderà di adottare un'identità segreta in costume ispirato nientemeno che dalle gesta del vecchio eroe mascherato Ghost Rider, incredibilmente suo collega di scuderia all'interno della stessa Magazine Enterprises...a conti fatti quindi ci trovavamo dinanzi a uno dei primi tentativi di "meta Fumetto" della storia dei comic books a stelle e strisce. Comunque, aiutato anche dalla sua fedele assistente Claire Farrow, si confezionerà un iconico costume rosso completo di un'appariscente "A" stampigliata sul petto, oltre ovviamente a dotarsi di infiniti gadget contenuti nella sua strabiliante cinta multiuso e avveniristici mezzi di locomozione, tra cui spiccava senz'altro il velocissimo Starjet, un particolare velivolo a decollo e atterraggio verticale. Dopo aver vendicato la morte del fratello l'inventivo Roger, nella sua identità di The Avenger, si dedicherà a raddrizzare tutti quei torti rivolti verso l'inerme popolo Americano, concentrandosi principalmente, visto anche il contesto storico e geopolitico del tempo, nel contrastare i piani delle diverse forze Sovietiche infiltrate su suolo Americano. Tra una scaramuccia e l'altra con avversari oltre cortina o strambi scienziati pazzi, il nostro The Avenger andrà avanti per altri tre numeri della sua testata, concludendo le sue imprese su The Avenger #4, datato Settembre 1955. Decisamente in anticipo sui tempi, The Avenger fu l'ennesima scommessa persa dall'editore Vincent Sullivan, fondatore e coordinatore della Magazine Enterprises, di rinverdire il genere supereroistico...e questo nonostante già in quel 1955 eroi destinati a divenire famosissimi si erano già affacciati sulla scena; gente come il Martian Manhunter della DC Comics o la Phantom Lady della Quality Comics, solo per citarne due, mentre già un anno dopo, nel 1956, un certo Flash avrebbe riaperto alla grande le danze dei "nuovi" supereroi destinati a un inevitabile quanto trionfale rinascita. Soltanto decenni dopo il buon The Avenger avrà un suo piccolo riscatto venendo riesumato e aggiornato dai soliti "restauratori" della AC Comics, che già dai primi anni '90 inizieranno a riutilizzarlo un po' dappertutto, arrivando addirittura a farlo interagire con il super team al femminile delle scatenate FemForce, oltre ovviamente a dedicargli un'intera testata a suo nome.




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