Poco tempo fa mi sono occupato di alcuni eroi e personaggi della Lev Gleason Publications a mio avviso scomparsi troppo presto durante la gloriosa epoca Golden Age dei Comics Americani. Quest'oggi quindi mi sembrava giusto andare a riscoprire altri variopinti characters in costume di un'altra casa editrice del tempo, molto attiva in quei tumultuosi anni a cavallo con la seconda guerra mondiale...sto parlando della storica MLJ Comics, casa editrice nata nel lontano 1939 dalle menti dei suoi fondatori, gli editori Maurice Coyne, Louis Silberkleit e John L. Goldwater, che daranno il nome alla casa editrice partendo proprio dalle iniziali dei loro nomi. Come abbiamo potuto vedere insieme in passato, l'ingresso da parte della MLJ Comics nel grande mercato supereroico dell'epoca – e il suo relativo successo – esploderanno con la nascita di eroi quali The Shield, The Comet, The Hangman o Black Hood (tanto per citare i più noti di cui mi sono occupato in passato e che potete trovare benissimo sia qui sul Blog che sull'omonimo canale YouTube). Ovviamente tanti altri personaggi rientravano nella ricca scuderia della MLJ Comics e che in un modo o in un altro sono riuscito a portare alla vostra attenzione, da potenti maghi e stregoni, passando per infiammabili super tizi o improbabili velocisti, tutti pronti a essere recuperati e riuniti negli sfavillanti anni '60, in piena Silver Age, in quella operazione editoriale chiamata "Mighty Crusaders", quando ormai la MLJ Comics aveva mutato pelle divenendo la ben più nota Archie Comics, nome questo che le derivava dal loro personaggio più noto, Archibald Andrews, per gli amici Archie, bonario e ingenuo studente del Massachussets, in quel di Riverdale (quindi non un supereroe) nato nel 1941 sulle pagine di Pep Comics #22 e che da quel momento in poi segnerà uno spartiacque non da poco per la MLJ/Archie Comics, portando un'inaspettata popolarità alla casa editrice, fino a quel momento solamente concentrata su supereroi e affini. Ma ovviamente la ex MLJ Comics non voleva di certo mollare così arrendevolmente l'osso dei super tizi in costume, cercando quindi di seguire la scia del rilancio dei supereroi da parte di altre realtà editoriali ben più note – Marvel e DC Comics in primis – nei primi anni '60, andando appunto a creare il super gruppo dei "Mighty Crusaders", che riuniva tutti gli eroi della passata Golden Age di epoca MLJ Comics – più qualche ex novo – e che spesso ho citato da queste parti o sul Canale YouTube. Ovviamente però, come capita spesso in queste occasioni, non tutti questi personaggi ebbero la ribalta che meritavano e qualcuno di loro si perse letteralmente per strada; ergo, era dovere del sottoscritto andarli a recuperare, cercando di completare a mio modo la lunga schiera di eroi e supereroi partoriti a cavallo tra gli anni '30 e '40 dalla scomparsa MLJ Comics... quindi mettetevi comodi e partiamo con la consueta lista stilata rigorosamente in ordine cronologico.
Iniziamo quindi da molto lontano, precisamente nel Dicembre del 1939, con Bob Phantom, singolare personaggio nato sule pagine di Blue Ribbon Comics #2, nato appena un anno dopo il debutto di Superman e unitosi quasi subito alla schiera di altri eroi e supereroi nati sua scia del ben noto Kryptoniano. Fatto sta che il nostro buon Bob sarà il primo eroe in costume della MLJ Comics, andando a inaugurare una tradizione, che come abbiamo visto, porterà anche a grandi successi con personaggi ben più noti come The Shield, The Comet etc etc. E forse proprio per la poca esperienza della MLJ Comics – o dello sceneggiatore Harry Shorten – nel campo dei combattenti del crimine in costume, che il nostro Bob non avrà da subito delle vere e proprie origini, apparendo come un personaggio che compariva e scompariva a seconda delle occasioni grazie a una sorta di teletrasporto, dimostrando al tempo stesso anche notevoli capacità di sopravvivenza a colpi d'arma da fuoco uniti a un'insolita forza. Sarà solo successivamente che Shorten, coadiuvato dal disegnatore Irv Novick, imbastirà uno straccio di biografia per il nostro eroe, rivelandoci che sotto i panni del misterioso Bob Phantom si celava il giornalista Newyorkese Walt Whitney, che grazie alla sua rubrica chiamata "Broadway" si divertiva a ridicolizzare la polizia e l'ufficio del procuratore distrettuale per la loro incapacità di arrestare l'ondata criminale che si stava abbattendo sulla città di New York. E difatti, proprio per queste sue invettive, le forze dell'ordine non lo avevano molto in simpatia e se avessero saputo che in segreto il nostro Walt vestiva i panni dell'eroe chiamato Bob Phantom, che puntualmente li surclassava, lo avrebbero apprezzato ancora meno. Comunque sia, rivalità con polizia e inquirenti a parte, il tenace Bob Phantom, grazie ai suoi mai spiegati superpoteri, riuscirà a compiere a malapena due avventure pubblicate su una manciata di numeri di Blue Ribbon Comics, venendo sostituito da eroi ben più accattivanti come The Fox o Doc Strong. Ma nonostante questa "panchina" forzata, Bob Phantom potrà avere comunque una seconda possibilità sulle pagine dell'antologica Top Notch Comics, su cui esordirà precisamente nel #3 del Febbraio 1940. Qui vivacchierà più che dignitosamente fino al #25 del Marzo 1942, data che segnerà definitivamente il suo pensionamento a favore del ben più blasonato e solare Archie, personaggio quest'ultimo che metterà la parola fine all'affaire supereroi imbastito anni prima dalla MLJ Comics. Per il povero Bob Phantom però non era ancora del tutto finita, in quanto parecchi anni dopo, nel 1964, la stessa MLJ Comics/Archie Comics decise di riportare in vita molti dei suo eroi mascherati di epoca Golden Age, riunendoli nel super team denominato Mighty Crusaders, nato perlopiù per cavalcare la grande ondata di eroi e supereroi innescata all'alba della cosiddetta Silver Age dai colossi Marvel Comics e DC Comics. Dopodiché il nostro finirà di nuovo in soffitta, venendo tirato fuori, anche in tempi recenti, ogni tanto e quanto per piccoli cameo, dalla stessa Archie Comics, ex MLJ Comics.
A un solo anno dalla nascita del predecessore Bob Phantom, ecco arrivare il controverso Press Guardian, precedentemente conosciuto con il nome in codice di The Falcon. Ma andiamo con ordine...
Ormai consolidata la moda dei supereroi grazie all'avvento di Superman, la MLJ Comics decise di proseguire il cammino tracciato dai diversi eroi debuttanti sull'antologica Pep Comics, e proprio sullo storico #1 di quest'ultima farà la sua comparsa Press Guardian, andando a far compagnia a ben più blasonati colleghi come The Shield e The Comet. Inizialmente, come detto, Press Guardian prendeva il nome in codice The Falcon e appariva nei classici e sgargianti costumi del tipico supereroe, quindi la canonica maschera, mantello e colori sparati che andavano dal rosso al blu, passando per un insolito verde, sfoggiando apparentemente anche una discreta invulnerabilità. Ma tutto questo era destinato a cambiare già dal secondo numero di Pep Comics, dove stavolta il nostro si presentava nell'identità civile di Perry Chase, figlio poco sveglio dell'editore del Daily Express e che implorava ogni giorno suo padre di affidargli un articolo importante in modo da poter dimostrare il suo valore come giornalista. Ma il duro genitore non ne voleva sapere delle richieste del figlio, affidandogli invece articoli legati al gossip e all'alta società, ritenendo il nostro Perry non all'altezza di raccontare storie più dure o veritiere. Ovviamente Perry non si scoraggiò, decidendo di creare le sue "storie" affidandosi all'identità segreta di Press Guardian, strenuo difensore del primo emendamento e della libertà di stampa, ovunque e comunque. Per fare ciò si confezionò un costume meno appariscente rispetto al precedente, optando per un ben più classico ed elegante outfit ispirato al The Spirit di Will Eisner. Nelle sue imprese in difesa della giustizia e della libertà di espressione, il solerte Press Guardian era aiutato dal suo fedele aiutante Baldwin, volenteroso autista che riusciva a trasportare il nostro eroe ovunque servisse, riuscendo anche a trarlo d'impaccio in diverse situazioni di pericolo grazie anche ad uno speciale Biplano di cui era provvisto. Infine, ai nostri eroi si aggiungerà anche la bellissima Cynthia Blake, figlia di un noto banchiere, che proprio in seguito a un salvataggio operato dal nostro coraggioso Press Guardian, si unirà a lui nella sua lotta al crimine, scoprendo al tempo stesso l'identità segreta del nostro e divenendo di conseguenza sua personale segreteria e fidanzata. Le avventure dei tre amici, tra alti e bassi, dureranno una dozzina di numeri, andando a concludere le loro gesta su Pep Comics #11 del Gennaio 1941, venendo sostituiti già dal numero successivo dal ben più sgargiante supereroe noto come Fireball e che abbiamo già trattato in passato proprio su queste pagine. Purtroppo per il nostro strenuo difensore del Primo Emendamento non ci sarà nemmeno la possibilità di un timido ripescaggio tra le fila dei mitici Mighty Crusaders, come invece era avvenuto per altri suoi colleghi della MLJ Comics all'alba della cosiddetta Silver Age, destinando quindi Press Guardian tra gli articoli da cestinare definitivamente.
Un mese dopo la nascita dello sfortunato Press Guardian, farà il suo debutto il secondo Uomo D'acciaio più potente della Golden Age dopo il ben noto Superman della DC Comics...sto parlando del coriaceo Steel Sterling, eroe nato nel febbraio del 1940 su Zip Comics #1. A dire il vero, il buon Steel Sterling detenne il titolo di "Uomo D'acciaio" per tutta la durata delle sue avventure cartacee e solo con la sua dipartita dalle scene fumettistiche del tempo, avvenuta nell'estate del 1944, cedette il prestigioso titolo di "Uomo D'acciaio" proprio al Kryptoniano di Casa DC, che fino a quel momento, come è noto, era stato semplicemente apostrofato come "Uomo del Domani". Comunque, potenti nomignoli a parte, all'anagrafe Steel Sterling rispondeva al nome di John Sterling, figlio di uno scienziato ucciso da degli spietati criminali; una tragedia questa che porterà il nostro John a trascorrere l'intera giovinezza alla realizzazione di una formula che potesse rendere il suo corpo abbastanza forte e duro come l'acciaio. Per far ciò si cosparse della misteriosa sostanza chimica sviluppata negli anni e immergendosi subito dopo all'interno di una vasca di ribollente metallo fuso! Ovviamente, ciò che avrebbe ucciso all'istante qualsiasi uomo di questa terra, non fece altro che fortificare il nostro impavido John, rendendo al tempo stesso la sua pelle più dura dell'acciaio. Va da se quindi che il nostro inizierà una nuova esistenza indossando un costume e facendosi chiamare semplicemente Steel Sterling. Le sue avventure verranno pubblicate, oltre che su Zip Comics, anche sull'antologica Jackpot Comics, che già dal 1941 aveva iniziato a pubblicare avventure dei personaggi più popolari della MLJ Comics, mentre sempre nel 1941 inizierà a condividere le copertine di Zip Comics insieme ai colleghi Black Jack e The Web. Nei panni di Steel Sterling il buon John combatté diverse minacce che andavano dal temibile cavaliere Black Knight al diabolico scienziato Nazista chiamato Baron Gestapo, pessimi elementi che il nostro saprà sempre mettere in riga grazie ai suoi fenomenali poteri, che oltre a renderlo forte e resistente come l'acciaio, lo rendevano anche superveloce e capace di volare riuscendo a magnetizzarsi verso oggetti o velivoli metallici che usava come sorta di traino "agganciandosi" a essi. Il nostro combatterà con ardore le sue battaglie perlomeno fino al 1943, anno in cui un altro eroe dall'indole comica di nome Red Rube inizierà a rubargli la scena, facendo si che già dal 1944 il buon Steel Sterling venisse scalzato del tutto dalle copertine di Zip Comics, arrivando come detto a far sparire del tutto il nostro ex "uomo d'acciaio" già nell'estate del 1944. Successivamente poi la stessa MLJ Comics cambiò il suo nome in Archie Comics, in onore del suo più celebre personaggio Archie, smettendo perciò di pubblicare storie di supereroi come aveva fatto sino a quel momento. Soltanto nel 1965 la Archie Comics, come già detto in precedenza, riprenderà in mano tutti gli eroi e supereroi della Golden Age targata MLJ Comics, riproponendoli all'interno della serie chiamata Mighty Crusaders, dove il nostro Steel non solo giocherà in gruppo con altri suoi colleghi di epoca Golden Age, ma avrà anche la possibilità di vivere diverse avventure solitarie a lui interamente dedicate, oltre a formare un valente trio composto da lui e i suoi due colleghi in maschera Mr. Justice e The Jaguar, con cui formerà l'insolito team chiamato The Terrific Three! Dopo queste nuove gloriose – seppur brevi – avventure, il nostro verrà messo in panchina nel 1967, per poi ritornare, come altri suoi colleghi, dal 1983 al 1985, per delle nuove iniziative editoriali sempre targate Archie Comics e dove avrà anche un'intera testata dedicata a lui che però durerà solamente quattro numeri. Un ultimo valido canto del cigno che in seguito lo porterà a comparire solamente in qualche fugace cameo o nella sezione dedicata ai mitici Mighty Crusaders all'interno del sito web della Archie Comics.
Rimaniamo sempre nel 1940 e facciamo un salto in avanti di qualche mese per arrivare a Firefly, quarto supereroe – in ordine cronologico – a esordire sulla rivista Top Notch Comics, dopo i precedenti The Wizard, Bob Phantom e Kardak the Magician. Il buon Firefly vide i suoi natali precisamente su Top Notch Comics #8 del Settembre 1940, concepito dalla penna dello scrittore Harry Shorten – già autore del precedente Bob Phantom – e dalla matita dell'artista Bob Wood. In origine Firefly era Harley Hudson, brillante entomologo che studiando per anni gli insetti in tutte le loro peculiarità, concluse che le capacità di alcuni insetti di sollevare pesi al di sopra della loro stessa stazza non aveva a che fare con la nota Legge del Quadrato/Cubo, bensì con la loro particolare coordinazione muscolare, di gran lunga superiore a qualsiasi altro essere sulla terra; proprio per questo Harley imparò a coordinare i suoi stessi muscoli alla stregua di quelli degli insetti, raggiungendo dei risultati strabilianti che gli permetteranno di compiere balzi incredibili o sollevare pesi al di sopra delle capacità umane. Sviluppate queste nuove abilità il nostro entomologo si confezionò un costume alla bell'e e meglio e iniziò a farsi chiamare Firefly (La Lucciola) dando il via a una sua personale lotta al crimine. Sebbene non sapesse volare o compiere imprese stupefacenti legate a fiamme, luce o similia, decise lo stesso di prendere il suo nome in codice dal luminescente insetto notturno, facendosi comunque valere nel giro dei supereroi della MLJ Comics grazie alle sue abilità fisiche e mentali che gli permettevano a volte di compiere imprese al di sopra della soglia umana, guadagnando ben presto un suo posto fisso all'interno delle pagine di Top Notch Comics, su cui prese domicilio perlomeno fino al #27 del Maggio 1942, quando la rivista, per esigenze editoriali della MLJ Comics, virò verso toni più scanzonati e comici cambiando il suo nome in Top Notch Laugh, iniziando a ospitare sulle sue pagine personaggi buffi e antropomorfi come Pokey Oakie, Señor Siesta o The Three Monkeyteers, fino al cambio vero e proprio dell'intera MLJ Comics che nel giro di qualche anno cambiò il suo status in Archie Comics. Per rivedere il nostro Firefly in azione bisognerà aspettare gli anni '60, quando anche lui, come molti suoi colleghi di epoca Golden Age, verrà riabilitato per essere inserito all'interno del super gruppo chiamato Mighty Crusaders, dove farà una veloce comparsata in cui guadagnerà persino dei nuovi poteri legati alla luminescenza tipica delle lucciole, insetto da cui fin dalle origini aveva preso il nome. Dopodiché, tolta una piccola parentesi negli anni '90 sulla testata The Crusaders, appartenente alla linea Impact Comics della DC Comics, verrà rimesso in carreggiata negli anni 2000 dalla stessa Archie Comics, che lo collocherà simpaticamente all'interno di una moderna e inedita riproposizione dei Mighty Crusaders apparsa sulle pagine di Archie Weird Mysteries #3 e #14 e sulle pagine di Tales from Riverdale Digest #27. Infine, tornando a toni un po' più seri, il suo canto del cigno avverrà sulle pagine della più recente versione dei potenti Mighty Crusaders, pubblicata nel 2017 sotto l'etichetta adulta della Archie Comics denominata Dark Circle Comics, dove stavolta ad adottare il nome in codice di Firefly era la giovane Kelly Brand, figlia degli eroi Fly-Girl e Fireball, ex colleghi Golden Age del primo e originale Firefly.
Arriviamo adesso al 1941 con Black Jack, personaggio che ebbe l'onore di essere presentato ai giovani lettori dell'epoca nientemeno che dal collega Steel Sterling, fino a quel momento vero mattatore della rivista Zip Comics, dove il nostro Black Jack esordirà sul ventesimo numero datato Novembre 1941. Le origini di Black Jack invece erano da attribuire alla penna dello scrittore Al Camy – già autore del collega Black Hood e del noto aviatore mascherato Airboy – e andavano a narrare di Jack Jones, poliziotto da tutti soprannominato Black Jack per via della sua grande passione per il gioco delle carte, in particolar modo il poker; ma nonostante questo piccolo vizietto, il nostro rimaneva comunque un integerrimo e onesto tutore della legge, che purtroppo per lui però verrà attirato in una trappola da un suo collega corrotto che lo porterà dritto dritto tra le grinfie del noto gangster Lucky Lavitto, che, come a richiamare il racconto "Un barile di Amontillado" di Edgar Allan Poe, deciderà di murare vivo il povero Jack! troppo debole per poter abbattere il muro in cui era stato intrappolato, Jack riuscirà comunque a infilare una carta da gioco trovata sul posto in una fessura del muro, mossa questa che gli permetterà di respirare e essere avvistato da eventuali soccorritori. Sopravvissuto alla terribile esperienza verrà creduto morto sia dai biechi criminali che lo avevano rinchiuso in quella tomba improvvisata, sia dai suoi ex colleghi in polizia, permettendo al nostro tenace Jack di costruirsi in totale segreto un bel costume ritraente il mondo delle carte, in particolar modo della carta che gli aveva salvato la vita, acquisendo di conseguenza il nome in codice di Black Jack, iniziando una spietata lotta al crimine e soprattutto agli artefici della sua tremenda prigionia: il boss Lucky Lavitto e il collega poliziotto corrotto che aveva contribuito a infilarlo in quella trappola. Avuta la sua giusta e immancabile vendetta, il nostro inizierà diverse avventure affrontando temibili criminali degni del suo nome, soprattutto uno in particolare, lo spietato e sadico Poker Face, un ex giocatore d'azzardo abile con ogni arma da taglio e mago del travestimento, capacità quest'ultima dovuta soprattutto ai suoi particolari lineamenti, che vedevano il suo volto completamente bianco e senza espressioni, inquietante elemento questo che gli permetteva di poter modellare a suo piacimento il proprio volto al fine di rubare l'identità di chiunque volesse colpire. Le avventure di Black Jack, tra un avversario degno di nota e l'altro, continuarono per circa venti numeri di Zip Comics, apparendo spesso sulle copertine in compagnia del collega Steel Sterling, fino a quando su Zip Comics #27 inizierà a essere scalzato dall'eroe noto come The Web, che piano piano prenderà la ribalta delle copertine della rivista fino a estromettere del tutto il povero Black Jack, che già dal #35 di Zip Comics, datato Marzo 1943, lascerà definitivamente la testata proprio nel momento in cui la stessa MLJ Comics stava via via abbandonando il comparto Supereroi per dedicarsi a una linea editoriale più leggera capitanata dal successo del personaggio Archie, che in seguito darà vita alla stessa Archie Comics sulle ceneri della ex MLJ Comics. Ma anche per l'intrepido Black Jack arriverà il momento di esser ripescato, come molti altri suoi colleghi della MLJ Comics, sulla storica serie Mighty Crusaders, dove all'alba della ben nota Silver Age lo vedremo di nuovo apparire tra le pagine di un comic book in compagnia di altri colleghi in maschera. Dopodiché verrà di nuovo messo a riposo per tutti gli anni '60 e '80, facendo capolino solamente in tempi più recenti sulla testata Archie's Weird Mysteries #3 della Archie Comics, dove comparirà insieme a molti suoi ex colleghi dei Mighty Crusaders in una storia dai toni leggermente scanzonati e improbabili. Infine avrà un ultimo insperato guizzo sul numero celebrativo Archie's Comics 80th Anniversary Presents: PowerTeen with Black Jack uscito nel 2022, che vedeva il nostro rinato Black Jack fare coppia con l'improvvisata eroina della cittadina di Riverdale chiamata PowerTeen.
E arriviamo infine al 1942 con l'ultimo eroe mascherato da recuperare dal lotto targato MLJ Comics... sto parlando del fantomatico The Web, personaggio nato nel Luglio del 1942 sulle pagine di Zip Comics #27 e creato dall'artista John Cassone, autore che aveva già all'attivo parecchie collaborazioni con la Quality Comics e la Hillman Periodicals. In origine The Web era il professore universitario John Raymond, esperto negli studi basati sulla criminologia e appassionato di romanzi gialli, che attratto dai meccanismi della mente umana legati al crimine e motivato da traumi del passato legati a suo fratello Tom – un noto delinquente – deciderà di confezionarsi un costume appariscente dotato di una particolare rete in cui imprigionare gli eventuali criminali incontrati lungo le sue ronde notturne. In una delle sue prime avventure si troverà a soccorrere la bella Rose Wayne, studentessa degli stessi corsi universitari di criminologia tenuti da John nella sua identità civile, che scoperta l'identità segreta del nostro, si legherà a lui come compagna di vita e collaboratrice nelle sue missioni notturne legate al crimine; missioni queste che porteranno il curioso John ad affrontare diversi e variopinti avversari, di cui senz'altro i più importanti erano il sadico Captain Murder e la sua letale frusta, passando per il mostruoso Count Berlin, criminale Nazista mascherato provvisto di letali zanne. Dotato solo della sua volontà, forza fisica e della sua ingegnosa tela da ragno, The Web con il tempo diverrà una presenza abbastanza fissa sulle pagine di Zip Comics, dove condividerà per parecchio tempo le copertine in compagnia del collega Steel Sterling, fino a quando, su Zip Comics #38 del Luglio 1943, non vedrà la conclusione delle sue avventure, venendo sostituito, già dal numero successivo, dal buffo eroe chiamato Red Rube, che in men che non si dica diverrà il personaggio principale sulle copertine di Zip Comics. Dopodiché il nostro The Web sparirà da tutti i radar cartacei per almeno vent'anni, rivedendo la luce solamente negli anni '60, in pieno revival supereroistico, sulle pagine di Fly-Man #36 del Marzo 1966, dove un ormai invecchiato John Raymond/The Web tornerà in azione in una storia scritta nientemeno che dal papà di Superman Jerry Siegel e disegnata dall'artista Paul Reinman. Successivamente poi lo vedremo collaborare insieme a molti suoi ex colleghi MLJ Comics sulle pagine di Mighty Crusaders #4, dove già dal numero successivo formerà un insolito team chiamato Ultra-Men insieme ai colleghi The Fox e Captain Flag. Qualche mese più tardi, nel Novembre del 1966, The Web apparirà sulla copertina di Mighty Comics #40, sempre edito dalla Archie Comics, dove addirittura inizierà a collaborare con la stessa Rose – ormai divenuta sua moglie – che nel mentre aveva adottato l'identità segreta dell'eroina chiamata Pow-Girl in un impeto di rivalsa pseudo femminista nei confronti del marito supereroe! Ma questa simpatica diatriba tra moglie e marito nel mondo degli eroi mascherati non durerà a lungo e già dal 1967 tutto il comparto supereroico della Archie Comics verrà messo a dormire per poi essere riproposto negli esplosivi anni '80, dove il nostro The Web troverà posto nel revival dei Mighty Crusaders imbastito dalla Archie Comics sulla sua linea chiamata Red Circle Comics. Dopodiché bisognerà aspettare gli ipercinetici anni '90 per rivedere il nostro in azione, precisamente nel rilancio effettuato dalla DC Comics sulla sua linea Impact Comics, dove il nostro farà parte di un team super segreto composto da ex glorie della MLJ Comics indossanti nuove armature super potenziate. Negli anni 2000 l'indefesso The Web tornerà in casa Archie Comics, dove nel 2006 sarà protagonista di un piccolo cameo all'interno di Archie and Friends #101 e successivamente, nel 2007, lo vedremo su Archie and Friends #107. Un paio d'anni dopo, nel 2009, sarà di nuovo protagonista in un'iniziativa sempre targata DC Comics e tesa a rilanciare il marchio Red Circle Comics; qui il nostro John apparirà come un giovanottone donnaiolo e viziato, che ereditata una discreta fortuna, inizierà a costruirsi un'avanzata tuta antiproiettile che gli conferirà capacità di volo, una forza sovrumana unita all'immancabile rete di ragno e delle sofisticate interfacce HUD collegate a prodigiosi localizzatori GPS che gli permettevano di intervenire tempestivamente in qualsiasi luogo del pianeta che necessitasse il suo intervento. Questa nuova serie, che cercava di rinverdire il personaggio attualizzandolo alle mode e alle tecnologie odierne, durerà soltanto dieci numeri, andando a concludere, almeno per ora, le imprese e gli studi criminologici del poliedrico The Web.







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