Per sfuggire al caldo e all'apatia che spesso le torridi estati nostrane arrecano alle nostre vite, ho deciso di rinfrescare le vostre idee e la vostra curiosità con degli eroi e supereroi della nostra amata Golden Age dediti all'uso delle forze elementali della natura; paladini in maschera che potrebbero donarci rinfrescanti venti di tormenta, soffocanti vapori oscuri, magnetici ed elettrici stimoli energetici passando per benefici congelamenti totali. Ergo, vi propongo quest'oggi una veloce lista composta di ben sei eroici supereroi che hanno meritato di giungere sino a noi, ripescati in alcuni casi all'interno di interessanti realtà editoriali odierne. Come sempre i seguenti characters sono stilati in rigoroso ordine di nascita cronologica, onde non offendere e fare un torto a nessuno di essi. Quindi, mettetevi comodi, sorseggiate qualcosa di fresco, e partiamo...
Partiamo subito in maniera esplosiva proiettandoci tra i veloci astri spaziali con l'eroe chiamato The Comet, uno degli storici personaggi di punta della MLJ Comics nei primi anni '40 insieme al collega The Shield. Il nostro razzo umano The Comet nasce precisamente sulle pagine di Pep Comics #1, del Gennaio 1940, a opera del fumettista Jack Cole. In origine The Comet era John Dickering, brillante scienziato che un bel giorno scoprirà uno speciale gas più leggero dell'idrogeno, che se iniettato in vena permetteva di poter volare; l'incredibile combinazione aveva però l'infausto effetto collaterale di far emettere agli occhi del povero John dei terribili raggi disgreganti e incontrollabili, che potevano essere arrestati solamente grazie all'ausilio di un particolare visore posto nella maschera del suo costume.
A tal proposito è curioso notare come elementi quali raggi ottici e relativo visore schermante facciano subito pensare al ben più famoso Cyclops degli X-Men con suoi tremendi raggi ottici color rubino...un personaggio nato però più di vent'anni dopo, quindi, a voi le conclusioni...
Comunque, al di là di queste "simpatiche analogie", il nostro solerte John inizierà, come copione esige, una nuova vita all'insegna del super eroismo con il nome in codice di The Comet, combattendo criminali di ogni sorta, e applicando un severo codice di giustizia che non lesinava violenza o persino morte; difatti non erano rari i casi in cui qualche gangster o malavitoso vario finisse addirittura disintegrato dai suoi terribili raggi ottici, suscitando non poche perplessità persino tra le forze di polizia della sua città. Comunque, tra un impresa da vigilante e l'altra, il nostro John troverà anche il tempo di iniziare una relazione con l'affascinante Thelma Gordon, una giornalista che da tempo stava cercando di riportare all'opinione pubblica la positività delle imprese di John nei panni di The Comet, e che lo accompagnerà come compagna di vita e confidente fino alla sua ultima impresa...difatti il povero John, al contrario di molti altri suoi eroici colleghi della Golden Age, troverà un imprevista quanto prematura morte sul #17 di Pep Comics, per mano degli scagnozzi del Gangster Big Boy Malone, un criminale che da tempo meditava vendetta contro il saettante supereroe. Questa incredibile quanto inaspettata morte, vera novità all'interno di un comic book di quegli anni, diede anche il via alla nascita di un altro eroe, il truce vigilante mascherato Hangman, che come abbiamo già visto in passato su queste pagine, era in realtà il fratello del povero John, tale Bob Dickering, che indosserà i panni del cupo Hangman proprio per vendicare la morte del fratello.
Per il nostro The Comet però non era ancora del tutto finita, in quanto molti anni dopo, precisamente negli anni '60, all'alba della cosiddetta Silver Age, la Archie Comics (ex MLJ Comics) decise di rispolverare lo sfortunato supereroe sulle pagine di Adventures of the Fly #30, dell'ottobre 1964, una testata questa collegata alla linea Mighty Comics, e che tendeva principalmente a riportare in auge vecchi eroi della MLJ Comics all'interno del super team chiamato Mighty Crusaders, di cui il nostro The Comet, seppur irriconoscibile nel costume e nella fisionomia, era uno stimato membro fondatore. In seguito, nei primi anni '80, il nostro avrà un altra chance grazie alla linea Red Circle Comics della Archie, che ne rilancerà il nome in un omonima serie che in parte ne riscriverà le lontane origini prima di essere bruscamente interrotta dopo soli due numeri. Circa dieci anni dopo, nei primi anni '90, la Archie Comics concesse in licenza alla DC Comics molti dei suoi eroi, che verranno rilanciati e riscritti sotto la linea Impact Comics, che vedrà ovviamente protagonista anche il nostro The Comet, in una nuova serie durata ben diciotto numeri pubblicati tra il 1991 e il 1992. Nella prima metà degli anni 2000, in seguito all'evento chiamato Final Crisis, gli eroi della Archie Comics verranno inseriti direttamente nella continuity ufficiale dell'universo DC, dove un ulteriormente rinnovato The Comet verrà mostrato, all'interno della nuova serie del collega The Shield, correre in aiuto dell'amico e collega Inferno. Infine, arrivando verso tempi a noi più vicini, il tormentato The Comet tornerà nella riproposizione targata Dark Circle Comics – etichetta sempre sotto egida Archie Comics – su The Mighty Crusaders, mini serie di soli quattro numeri pubblicata nel 2018.
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The Comet nella sua versione anni '80 proposta dall'etichetta Red Circle Comics |
MAGNO (Ace Periodicals 1940)
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Il magnetico Magno sulla copertina del primo numero di Super Mistery Comics |
Rimaniamo nel 1940 con il magnetico Magno, apparso per la prima volta sulle pagine di Super Mistery Comics #1 del Luglio 1940, edito dalla casa editrice Ace Periodicals. Sin da subito Magno si presenta senza delle particolari origini e già con indosso il suo pittoresco costume, e già ovviamente al lavoro nel contrastare criminali di ogni specie e terribili nazisti sul fronte interno ed esterno. I poteri di Magno, di cui non veniva spiegata l'origine, erano legati ovviamente al magnetismo, permettendogli di attrarre qualsiasi tipo di metallo e donandogli la capacità di volare e avere una discreta invulnerabilità. Stesse capacità erano possedute dalla sua giovane spalla, tal Davey Landis, un vispo ragazzino e fan sfegatato dell'eroe magnetico che si unirà a lui sul quarto numero di di Super Mistery Comics; i poteri magnetici del giovanissimo Davey all'inizio erano solo temporanei e concessi dallo stesso Magno per un ora soltanto durante le loro pericolosissime missioni, ma in seguito, proprio per le prolungate esposizioni al magnetismo dell'adulto collega, il piccolo Davey li acquisirà definitivamente. Le avventure dei due magnetici eroi li vedevano contrastare insieme anche dei pittoreschi avversari; dal folle Clown, uno strambo e pericolosissimo criminale mascherato inventore di trucchi ingegnosi e letali, e il feroce Black Puma, uno spietato schiavista e contrabbandiere mascherato al soldo del partito Nazista. Le gesta di Magno e Davey proseguirono su Super Mistery Comics fino al Febbraio del 1947, apparendo contemporaneamente sulla rivista Four Favorites, un'antologica dove comparivano in rassegna gli eroi più popolari della Ace Periodicals. Dopodiché dei due magnetici compagni di avventure si perderanno del tutto le tracce, perlomeno fino al 2008, quando il solo Magno verrà recuperato all'interno della serie Project Superpowers della Dynamite Entertainment, e dove il nostro entrerà a far parte del segretissimo e misterioso gruppo chiamato Super Mistery Men.
Arriviamo all'ultimo eroe dell'annata 1940, il gelido e misterioso Dr. Frost, nato nel Dicembre – mese alquanto azzeccato oserei dire – del 1940 sulle pagine di Prize Comics #7 della casa editrice Prize Comics. Come per il precedente Magno, le origini di Dr. Frost non erano spiegate, come pure l'origine dei suoi poteri congelanti. Si sapeva solo che il nostro gelido "dottore" proveniva dal grande Nord Artico e che poteva controllare a suo piacimento le energie fredde, riuscendo a proiettare raggi congelanti dalle mani con cui poteva creare delle poderose schermature di ghiaccio a difesa di se stesso o di altri, oltre a costruirsi delle ingegnose slitte con cui potersi spostare durante le sue avventure. Le sue imprese più note e frequenti furono quelle atte a contrastare il mortale nemico Vulcan, un ferocissimo despota di una nazione sotterranea a capo di una flotta di navi da battaglia in grado di poter emettere dei caldissimi gas mortali che impensierivano non poco il gelido Dr. Frost, che oltre a tenere a bada il mortale nemico sotterraneo, dovette anche occuparsi nientemeno che della cattura del pericoloso mostro di Frankenstein, in un avventura speciale – apparsa sul #24 di Prize Comics – che vedeva Dr. Frost collaborare con alcuni dei suoi colleghi più illustri della Prize Comics, come Black Owl, Green Lama e i giovani fratelli Yank e Doodle! Dopo questo incredibile team up con i suoi eroici alleati mascherati della Prize, il nostro buon Dr. Frost proseguirà le sue avventure in solitaria per un'altra decina di numeri di Prize Comics, per poi sparire definitivamente come neve al sole con il #34 della stessa, uscito nel Settembre del 1943.
E dal 1940 passiamo al 1941, con il vorticoso Twister, eroe ciclonico nato precisamente nel Giugno del 1941 sulle pagine di Blue Bolt Comics Vol.2 #1 della Novelty Press, e creato dal noto fumettista Paul Gustavson. In origine Twister era il giovane Bob Sanders, che alla tenera età di 14 anni vedrà la sua città e la sua abitazione investite da un potente tornado che ucciderà i suoi genitori, mentre il povero Bob verrà sollevato in cielo per chilometri, per poi ricadere al suolo del tutto illeso. Decisamente sconvolto dalla terribile esperienza, il giovane si rese ben presto conto che il contatto prolungato con i potentissimi venti del tornado lo avevano reso parte del tornado stesso, donandogli la capacità di poter imbrigliare il vento e generare potentissimi mulinelli con le braccia che gli permettevano di volare sviluppando al tempo stesso un incredibile forza. Confezionatosi quindi un costume alla bene e meglio, dotato persino di una speciale pistola chiamata "Cyclone Gun", inizierà la sua personale lotta al crimine con il nome di Twister. Il nostro, che a quanto pare aveva anche delle connessioni con Odisseo e il dio Eolo in persona, andrà avanti nella sua opera di bene distribuendo ciclonici venti di giustizia a destra e a manca per soli sette numeri di Blue Bolt Comics, concludendo la sua turbinante vita sulle pagine di Blue Bolt Comics #7 vol.2 del Dicembre 1941. Dopodiché sparirà in una violenta folata di vento, per poi riapparire nel 2008, più vigoroso e saettante che mai, sulle pagine del Project Superpowers firmato Dynamite Entertainment; qui lo ritroveremo rispuntare, con un nuovo costume e un nuovo aspetto, in un'America distopica dopo esser stato rinchiuso per decenni all'interno della mistica urna di Pandora, dove era stato imprigionato a tradimento, sul finire della seconda guerra mondiale, dal collega e amico Fighting Yank.
Ultimo eroe per l'annata 1941 è il singolare Blackout, eroe nato nel Luglio del 1941 sulle pagine di Captain Battle Comics #1 della Lev Gleason Publications. Questo oscuro e particolare eroe in origine era lo scienziato Jugoslavo Basil Brusilof, che ritrovatosi nel suo laboratorio durante un violento bombardamento Tedesco, verrà coinvolto in una tremenda esplosione, che manco a dirlo, non lo ucciderà, bensì lo trasformerà in una creatura dall'aspetto nero come la pece e dotato di poteri inaspettati quali super forza, visione notturna, mimetizzazione nell'oscurità e l'incredibile capacità di emettere un particolare e pesante vapore oscuro dai pori della sua nuova pelle; questo singolare vapore, da lui ribattezzato "Blackout Gas", gli permetteva, tra le altre cose, anche di poter spiccare il volo come un razzo, amplificando l'emissione del portentoso gas usandolo come propulsore. Acquisito il nome in codice di Blackout, inizierà dapprima a combattere con estrema ferocia l'oppressore Tedesco, per poi infine rivolgere il suo oscuro potere verso i diversi mali e crimini che affliggevano le sue terre. Purtroppo però la sua opera di giustizia non durerà molto, in quanto le sue avventure si concluderanno sul #5 di Captain Battle Comics, sparendo per sempre in una nube di oscuro vapore.
Arrivati al 1942, chiudiamo la serie con l'ultimo dei caratteristici personaggi di questa lista, l'elettrico Volton – da non confondere con l'omonimo eroe della Bilbara Publishing – personaggio apparso fugacemente sulle pagine di Cat-Man Comics #8 del Marzo 1942, della casa editrice Holyoke Publishing. Nonostante la sua breve vita, questo personaggio ricopre una certa importanza in quanto interamente creato dal noto fumettista Joe Kubert, all'epoca ancora un adolescente, risultando a tutti gli effetti come il suo primo vero e proprio lavoro da professionista nel settore, prima ovviamente di divenire l'artista famoso e completo che abbiamo imparato a conoscere nel tempo. Comunque la storia di Volton era abbastanza semplice e iniziava senza delle vere e proprie origini, con questo singolare eroe in costume, e dalla faccia blu, che interveniva qua e là per raddrizzare torti acciuffando pericolosi criminali che infestavano l'immaginaria città di Empire City, dove spesso e volentieri si svolgevano le sue avventure, sovente caratterizzate dalla presenza di minacce o problemi legati all'energia elettrica, principale fonte di potere del nostro; un energia da lui ribattezzata "potenza elettrica di allungamento", e che usava in svariati modi, sia per allungare i suoi arti elettrici onde poter raggiungere e agguantare qualsiasi cosa, sia per volare o emettere potenti scariche con cui fulminare i balordi di turno, oltre a permettergli incredibilmente di viaggiare all'interno di condutture elettriche o cavi telefonici, riuscendo così a spostarsi istantaneamente ovunque volesse! Queste grossomodo erano le gesta del nostro, che come detto, si concluderanno in pochi numeri di Cat-Man Comics, trovando la conclusione nel #12 del Luglio 1942.
L'energetica e instabile vita di Volton però non era finita del tutto, in quanto nel 1993 lo scrittore Roy Thomas decise di riutilizzarlo per un ciclo di storie legate ai suoi personali Invaders targati Marvel Comics, facendolo apparire all'interno di Invaders #1 Vol.2. Qui il crepitante Volton verrà reintrodotto con delle nuove origini all'interno dell'universo Marvel, attuando quindi una classica operazione di retcon, legandolo addirittura alla creazione della prima storica Human Torch della Timely Comics da parte dello scienziato Phineas Horton. In queste nuove origini Volton è una creazione del misterioso assistente di Horton, tal James Bradley, personaggio anch'esso ripreso dalla Golden Age e basato sull'antieroe chiamato Dottor Nemesis, della casa editrice Ace Magazines. Qui Bradley, invidioso e turbato per non aver ricevuto i giusti onori in merito alla creazione della prima Human Torch, deciderà di costruirsi da sé un nuovo androide che potesse a sua volta combattere il crimine e rivaleggiare con la storica creatura di Horton. E' da questo punto in poi che le prime avventure di epoca Golden Age di Volton prendevano il via, per poi connettersi – magie della retcon – con le storie dei mitici Invaders ambientate durante la seconda guerra mondiale. Verremo quindi a scoprire che il buon Volton, dopo aver operato per anni dalla parte dei buoni, si era venduto alle forze dell'asse, unendosi al gruppo criminale chiamato Battle Axis, un team formato da altri riesumati eroi di pubblico dominio della Golden Age, tra cui il potente StrongMan, il rapido Human Meteor, la sensuale Spider Queen e lo stesso Dr. Nemesis, padre putativo del nostro Volton. In questa nuova vita criminale Volton si scontrerà dunque con gli Invaders di Captain America e Namor, riuscendo ad avere persino un confronto finale con il "fratellastro" Human Torch, prima di volgersi di nuovo al bene uccidendo lo stesso bieco Dr. Nemesis. Dopodiché, di lui si perderanno per sempre le tracce, non venendo più utilizzato nemmeno dalla stessa Marvel Comics.
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