Carissimi amici e amanti della Golden Age, eccomi di nuovo qui con una delle mie solite liste dedicate a lontani eroi e supereroi di quel magico periodo da riportare giustamente alla vostra cortese attenzione.. stavolta però non mi concentrerò su delle case editrici in particolare come accaduto precedentemente con la Lev Gleason Publications e la MLJ Comics, bensì andrò letteralmente in ordine sparso citando personaggi appartenenti a diverse – e anche alquanto sconosciute – case editrici operanti a cavallo dei primissimi anni '40, in pieno boom super eroistico; ergo, ci imbatteremo in personaggi del tutto sconosciuti misti ad altri leggermente più famosi e che hanno avuto onori e rivalse anche in tempi non molto lontani, magari grazie anche all'aiutino di qualche blasonata casa editrice Americana. Perciò senza indugio andiamo a cominciare, come sempre in rigoroso ordine cronologico di uscita al fine di non fare torto a nessuno.
Iniziamo con un personaggio appartenente a una delle case editrici più conosciute durante l'epoca d'oro dei Comics, quella Fawcett Comics che diede i natali al potente Captain Marvel, poi divenuto Shazam ed entrato da parecchi anni a far parte della grande famiglia del DC Universe...stessa sorte, o quasi, capitata anche al qui presente suo collega Spy Smasher, eroe nato nel Febbraio del 1940 sulle pagine di Whiz Comics #1, albo questo che segnava anche l'esordio dello stesso Captain Marvel/Shazam. A scrivere delle gesta di Spy Smasher trovavamo un team di autori molto attivo sui diversi eroi partoriti dalla Fawcett in quei primi anni '40, quindi gente come Bill Parker – anche editor della stessa casa editrice – e il più noto Otto Binder, autore assai prolifico in quei ferventi anni e che si sarebbe occupato di gran parte delle sceneggiature legate a Spysmasher. Figlio della moda imperante nei primissimi anni '40 dedicata a spie e sabotatori, Spy Smasher rispondeva al nome del ricco Virginiano Alan Armstrong, che fidanzato con la bella Eve Corby, collaborava in segreto con il padre della ragazza, un ammiraglio della divisione Intelligence della Marina degli Stati Uniti, al fine di stanare le diverse spie nemiche presenti su suolo Americano; proprio per questo il volenteroso e agiato Alan inizierà a costruirsi dei costosi quanto avveniristici mezzi di trasporto come il formidabile Gyrosub, sorta di incrocio tra un mezzo volante, terrestre e sottomarino, che gli permetteva di spostarsi con estrema agilità ovunque volesse. A completare il tutto, inevitabilmente, sarà l'adozione di un'identità mascherata provvista di classico mantello rosso, occhialoni da aviatore e maschera per celare la sua identità, che da quel momento in poi sarebbe stata legata a quella del castigatore di spie chiamato Spy Smasher! L'unica a sapere chi si celava sotto il costume di Spy Smasher era la dolce Eve, che spesso e volentieri si trovava suo malgrado invischiata nelle avventure del nostro, che lo vedevano sovente affrontare biechi agenti al servizio delle terribili forze dell'Asse dall'aspetto alquanto variopinto. In breve tempo Spy Smasher divenne uno dei personaggi di punta della Fawcett Comics, insieme al ben noto collega Captain Marvel/Shazam, condividendo insieme a quest'ultimo alcune avventure pubblicate su Whiz Comics, di cui senz'altro la più interessante fu quella pubblicata su Whiz Comics #16/18, che lo vedeva addirittura come avversario del potente supereroe in rosso in seguito a un terribile lavaggio del cervello. Il buon riscontro avuto dalla nostra spia in costume fu tale che già dall'autunno del 1941 la Fawcett gli dedicherà un'intera serie a suo nome che andrà avanti per una dozzina di numeri fno alla conclusione avvenuta nel Febbraio del 1943, mentre nel frattempo, all'inizio del 1942, l'instancabile Spy Smasher era sbarcato nientemeno che sul grande schermo, protagonista di un serial cinematografico in 12 puntate uscito nelle sale il 12 Aprile del 1942 e che vedeva come protagonista l'attore Kane Richmond; una serie questa che molti anni dopo, precisamente nel 1966, verrà addirittura trasmessa in Tv in forma di lungometraggio con il titolo Spy Smasher Returns!
Ma alla fine, nonostante questi importanti risultati, la nostra valorosa spia mascherata dovrà arrendersi al mondo che andava avanti, in quanto con la fine del secondo conflitto mondiale avvenuta nel 1945, spie e sabotatori nemici iniziavano decisamente ad essere fuori moda, ergo, anche il buon Spy Smasher divenne di troppo e pur di non essere pensionato per sempre era necessario un piccolo ritocco al suo status, che avverrà precisamente su Whiz Comics #76, del Luglio 1946, albo questo che vedrà mutare il nome in codice del nostro in Crime Smasher, iniziando a combattere non più spie o agenti segreti nemici, bensì semplici criminali e boss della malavita. Con questo insperato stratagemma il nostro riuscirà a vivacchiare ancora per qualche numero di Whiz Comics, concludendo definitivamente le sue avventure sul #83 del Marzo 1947. Qualche anno dopo, nel 1953, la stessa Fawcett Comics – come è noto – cesserà la pubblicazione di tutti i supereroi di sua proprietà dopo aver risolto una violenta causa contro la DC Comics che la accusava di plagio verso il povero Captain Marvel, reo di aver violato il Copyright del ben più famoso Superman. Molti anni dopo, nel 1973, la storia dell'editoria Americana segnerà l'ennesima beffa nei confronti della defunta Fawcett, allorché la stessa DC Comics ne acquisirà i diritti di tutte le vecchie proprietà intellettuali, tra cui il nostro Spy Smasher, che da quel momento in poi inizierà a fare capolino all'interno del vasto e colorato universo DC presentandolo come uno degli eroi provenienti dalla fantomatica Terra S, un universo esistente prima della ben nota saga Crisi sulle Terre Infinite, al seguito della quale il personaggio verrà abbondantemente usato come comprimario all'interno della serie anni '90 The Power of Shazam! e in cui un ormai anziano Alan Armstrong era solito raccontare le sue vecchie gesta durante la seconda guerra mondiale nei panni di Spy Smasher. Per rivedere in azione attivamente la super accessoriata spia bisognerà aspettare il 2007, quando su Birds of Prey #100 apparirà per la prima volta il personaggio di Katarina Armstrong, agente governativo anti terrorismo legato a diverse agenzie Americane e delle Nazioni Unite, che adottato il nome in codice di Spy Smasher, inizierà a imporsi come una violenta e risoluta cacciatrice di terroristi, al punto da non esitare a uccidere se necessario. Ma nonostante il suo nome, costume e armamentario simile a quello dell'originale Spy Smasher, la giovane combattente non sembrava avere nessun legame di parentela con il vecchio Alan Armstrong, che rimaneva a suo modo confinato per sempre nei lontani ricordi di guerra legati alla Golden Age.
Rimaniamo sempre nel 1940, ma spostandoci di qualche mese, precisamente al Settembre del 1940, quando sulle pagine di Wings Comics #1, edito dalla casa editrice Fiction House, farà il suo debutto l'effimero eroe mascherato chiamato Phantom Falcon, all'anagrafe Clipper Kirk, asso dell'aviazione e valido combattente contro le forze dell'Asse e i diversi nemici degli Stati Uniti. Un giorno, dato per morto in combattimento, il nostro Clipper decise di approfittare della situazione per rimanere ufficialmente morto, in modo da poter operare in segreto come l'eroe mascherato noto come Phantom Falcon, contrastando e consegnando alla giustizia i diversi assassini e sabotatori presenti su suolo Americano, non disdegnando talvolta di uccidere direttamente il nemico di turno, qualora fosse stato necessario. Combattendo indefessamente 24 ore su 24 su diversi fronti, grazie al suo avveniristico aereo fantasma, soltanto alla fine della seconda guerra mondiale si concederà un po' di riposo, adottando l'identità civile di Chet Horne, assistente del capo della polizia cittadina. Qui rimarrà tranquillo e sereno fino alla fine delle sue avventure, che avverranno sulle pagine di Wings Comics #110, datato Giugno 1941.
Facciamo un salto in avanti di due anni e arriviamo al 1942, Dicembre del 1942 per essere precisi, quando sulle pagine di Famous Funnies #89, della piccola casa editrice Eastern Color Printing, prenderà vita il singolare personaggio di Fearless Flint, creato dall'autore Harry G. Peter. All'anagrafe Fearless Flint era l'operaio edile Jack Bradley, che lavorando a degli scavi vicino il famoso monte Rushmore, verrà travolto da un'esplosione con conseguente valanga che lo sommergerà del tutto ricoprendolo di una misteriosa polvere simile alla selce. Soltanto in seguito, con enorme stupore, scoprirà che la particolare polvere con cui era entrato in contatto gli aveva permesso di potersi trasformare in un sorta di uomo composto di durissima selce rossa ogni volta che provava rabbia; queste sue nuove incredibili quanto assurde facoltà gli permettevano, non solo di essere invulnerabile, ma anche di acquisire un incredibile forza sovrumana con cui potersi districare nelle situazioni di pericolo. Contemporaneamente il nostro Jack scoprirà che questi poteri potevano attivarsi anche entrando in contatto con qualsiasi metallo, producendo nell'attrito con la sua nuova pelle delle vistose scintille che gli conferivano un aspetto decisamente curioso. Nelle sue diverse peripezie in giro per la nazione il nostro Jack, ora ribattezzatosi Fearless Flint, verrà a scoprire che l'esplosione che lo aveva coinvolto all'inizio della sua storia era stata causata da due isolani rinnegati al servizio del terribile Lava Man, un essere infernale che ricattava il popolo dei due isolani provocando delle costanti eruzioni vulcaniche che sconquassavano l'isola da cui provenivano i due uomini. Venuto a conoscenza di ciò, il buon Fearless Flint si recherà quindi sull'isola sconfiggendo Lava Man e riportando la serenità tra i poveri abitanti del luogo. Le imprese di Fearless Flint andranno avanti per altri venti numeri di Famous Funnies, alternando avventure popolate di improbabili mostri con epici scontri contro un redivivo Lava Man, tutto questo fino a quando il #109 di Famous Funnies non metterà definitivamente la parola fine alle sue gesta. Caduto nell'oblio dei personaggi di pubblico dominio per più di sessant'anni, verrà ripescato da quel volpone di Alex Ross e il suo collega Jim Krueger per il loro mastodontico Project Superpowers, ambiziosa opera della Dynamite Entertainment pubblicata nel 2008 e che andava a riprendere moltissimi eroi e supereroi di epoca Golden Age.
E' dell'anno successivo, precisamente Gennaio 1943, la nascita del curioso e intrigante Captain Triumph, apparso per la prima volta sulle pagine di Crack Comics #27, rivista edita dalla ben nota casa editrice Quality Comics. Le origini di Captain Triumph narravano di Michael Gallant, ucciso durante la Seconda Guerra Mondiale nel corso di un attacco da parte di sabotatori Nazisti; per lui però non era la fine, in quanto inizierà ad apparire a suo fratello gemello Lance sotto forma di fantasma! Questi particolari incontri consistevano nel fatto che il fantasma di Michael poteva, per cosi dire, possedere il corpo del fratello Lance, trasformandolo di conseguenza in una sorta di superuomo, donandogli super forza, invulnerabilità e capacità di volare. Il tutto avveniva al semplice tocco di una voglia a forma di T che Lance aveva sul suo polso, permettendo in men che non si dica di trasformarlo, grazie alla particolare fusione con il fratello Michael, nel potente Captain Triumph. Nelle vesti del possente Capitano il nostro indossava dei semplici pantaloni da equitazione dotati di vistosi stivali marroni e un ancor più minimale maglietta rossa, mentre per il viso non utilizzava nessun tipo di maschera atta a celare la sua identità. Divenuto uno strenuo combattente del crimine e dei nemici della Nazione Americana, Captain Triumph si troverà a combattere diversi variopinti avversari, di cui vale senz'altro ricordare l'insidioso Porcupine, un criminale dotato di poteri elettrici e il dispotico Supremo, tirannico comandante a capo della fantomatica repubblica di Romiro. Ad aiutare Captain Triumph nelle sue imprese vi era il simpatico Biff, un giovane Clown ed ex circense che accompagnerà il nostro buon Capitano fino alla conclusione delle sue avventure, terminate su Crack Comics #62 del Settembre 1949. Ovviamente, come per molti suoi colleghi di epoca Golden Age, per il nostro non era ancora del tutto finita e con l'acquisizione della DC Comics di tutti i personaggi della Quality Comics, avvenuta nel 1956, Captain Triumph entrò di diritto nella grande famiglia dell'universo DC. A differenza di altri suoi colleghi Quality però non venne utilizzato subito, lasciandolo in panchina perlomeno fino al 1989, dove effettuerà un piccolo cameo all'interno di Animal Man #7 Vol.1, originale ed acclamata serie del geniale scrittore scozzese Grant Morrison. Molti anni più tardi verrà riciclato come pseudo cattivo su Titans #36 Vol.1 del Febbraio 2002, dove divenuto psicotico per i troppi anni di inattività, si scaglierà contro l'eroina Jesse Quick e sua madre Libby, ex Liberty Belle durante la Golden Age. Qualche anno dopo, nel 2018, verrà inserito in una storia celebrativa di Harley Quinn (Harley Quinn #50 Vol.3) dove si troverà catapultato nel 21° secolo all'interno di un caotico evento multiversale in cui verrà strappato dall'essenza fantasmatica del fratello Michael, anche se alla fine, aiutati dalla stessa Harley, i due gemelli, di nuovo fusi nel possente Captain Triumph, si perderanno nel flusso temporale. Ma l'apparizione più significativa del nostro, che sicuramente diede più giustizia al personaggio, è risalente a molti anni prima, precisamente nel 1993, quando lo troveremo protagonista attivo della mini serie in quattro numeri The Golden Age, Elseworld di prestigio scritto da James Robinson e disegnato da Paul Smith; qui Lance Gallant si era da tempo ritirato come Captain Triumph, cercando di condurre una vita normale, nonostante il fantasma del fratello Michael lo spingesse a tornare ad essere un eroe. Alla fine, nonostante le sue ritrosie, morirà combattendo l'originale Robotman della Golden Age nel convulso ed emozionante finale della storia imbastita da Robinson e Smith. Infine, come piccola nota di colore, non si può non segnalare la presenza del buon capitano all'interno della serie televisiva Peacemaker, andata in onda sulle reti HBO Max dal 2022 e dove il nostro apparirà in una versione alquanto discutibile interpretato dall'attore David Denman.
Passiamo all'anno successivo con il singolare Kismet Man of Fate, nato nel Marzo del 1944 sulle pagine di Bomber Comics #1, rivista edita dalla misconosciuta Elliot Publishing Company, piccola casa editrice che fino a quel momento era nota per le sue antologiche Classics Illustrated, dove pubblicava adattamenti a fumetti di noti classici della letteratura come Moby Dick, Les Misérables, L'Iliade etc etc. Inevitabilmente, proprio per seguire il cosiddetto Boom dei supereroi di inizio anni '40, anche la Elliot Publishing decise di inaugurare una sua personale linea editoriale dedicata ai super tizi in maschera creando diversi personaggi a tema, tra cui spiccava appunto il nostro enigmatico Kismet. Seppur durato solamente quattro numeri di Bomber Comics, le origini di Kismet erano ugualmente intriganti, narrandoci di questo misterioso supereroe di origini Algerine identificato come un agente segreto delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale, strenuo nemico degli occulti nemici al servizio delle potenze dell'Asse, soprattutto sul fronte Europeo e in particolar modo nella Francia occupata. Mai apparso in abiti civili, Kismet veniva ritratto sempre indossante un caratteristico copricapo Fez, mantello, guanti e tipici stivali da equitazione, fregandosene dunque altamente di un'identità segreta da proteggere, seppur, come detto, fosse un agente segreto al servizio degli alleati e dislocato oltre le linee nemiche. Nonostante si affidasse solamente alla sua prestanza fisica e al suo addestramento da combattente, ogni tanto sembrava possedere una sorta di visione remota che gli permetteva di prevedere le mosse del nemico di turno o di alcune azioni a livello strategico militare che aiutavano non poco nella riuscita di determinate missioni. Ma nonostante queste interessanti premesse, come detto, sia Kismet che la rivista Bomber Comics che ospitava le sue avventure, chiusero con il #4 del Dicembre 1944, facendo precipitare anche il nostro eroe Algerino nel grande oceano dei personaggi di pubblico dominio della cara vecchia Golden Age. Il nostro uomo del fato riemergerà dal nulla solamente nel 2015, quando grazie all'iniziativa Kickstarter degli artisti Tyler Chin-Tanner e sua moglie Wendy Chin-Tanner, il buon Kismet rivivrà in una storia che ne andava a concludere le sue care vecchie gesta belliche, curata dai fumettisti Aaron Davis Lewis e Noel Tuazon e pubblicata sull'antologica Broken Frontier Anthology.
Rimaniamo sempre nel 1944 per parlare del variopinto Yellowjacket, eroe nato precisamente nel Settembre del '44 sull'omonima Yellowjacket Comics #1, edita inizialmente dalla piccola realtà editoriale Frank Communale Publishing, sorta di filiale della ben più nota Charlton Comics. Figlio della moda dei supereroi dalle fogge "insettoidi" iniziata con personaggi come l'assurdo Red Bee della Quality Comics o il più fortunato Blue Beetle della Fox Feature Syndicate, il nostro Yellowjacket apprenderà del tutto la lezione dai precedenti colleghi, ampliando il rapporto con il mondo degli insetti riuscendoli a comandare direttamente! Ma andiamo con ordine...
Inizialmente Yellowjacket era lo scrittore di gialli Vince Harley, che intento a concepire un idea per il suo prossimo romanzo, si ritroverà suo malgrado coinvolto in un furto di gioielli all'interno della sua abitazione; i criminali autori dell'intrusione, sperando di uccidere il povero Vince, rovesceranno sullo scrittore un'arnia piena zeppa di Vespe e Calabroni Gialli che il nostro scrittore amava allevare come Hobby personale in casa sua. Incredibilmente però le Vespe non punsero affatto il nostro Vince, che soltanto in seguito scoprirà di poter controllare i piccoli animali grazie a degli inaspettati comandi mentali. Quindi, dopo essersi vendicato dei suoi aggressori, lo scrittore deciderà di sfruttare questa sua nuova capacità creandosi un costume e un'identità mascherata nota appunto come Yellowjacket, nome ovviamente ispirato dalle laboriose e riconoscenti Vespe che lo avevano aiutato. Da quel momento, tra la scrittura di un romanzo e l'altro, Vince si butterà a capofitto nella sua nuova carriera di vigilante mascherato, svolgendola al meglio, in compagnia dei suoi fedeli insetti, perlomeno fino al #10 di Yellowjacket Comics, uscito nel Giugno de 1946 e che segnerà la fine delle avventure del nostro. Soltanto con l'acquisizione da parte della DC Comics di molti dei personaggi della Charlton Comics, avvenuta nei primi anni '80, il buon Yellowjacket tornerà a ronzare qua e la all'interno del vasto universo DC, in particolar modo verrà riutilizzato, in maniera alquanto originale, dallo scrittore Grant Morrison sul suo sperimentale Pax Americana, singolare capitolo legato alla mini serie Multiversity, uscita negli Stati Uniti tra l'agosto del 2014 e l'aprile del 2015.
E arriviamo alla fine di questa nostra interessante lista con il più giovane dei personaggi di questo lotto supereroico...il sorridente e potente Golden Lad, nato nel Luglio del 1945 sulle pagine dell'omonima Golden Lad #1, rivista pubblicata dalla piccola casa editrice Spark Publications. In origine Golden Lad era il piccolo Tommy Preston, un bambino delle elementari che viveva beato e tranquillo con il suo vecchio nonno; quest'ultimo a sua volta possedeva un piccolo negozio di antiquariato dove spesso il nostro Tommy dava volentieri una mano. Un bel giorno Tommy si imbatterà per caso in un antico manufatto Azteco ritraente un particolare cuore dorato che, leggenda vuole, contenesse la forza di mille guerrieri martiri Aztechi! Quindi, solamente pronunciando la parola "Heart of Gold", il ragazzino si trasformerà in men che non si dica nel super essere noto come Golden Lad, dotato di incredibili poteri quali invulnerabilità, vista a raggi X, volo e l'immancabile super forza di ordinanza. Inevitabilmente il giovane dal cuore d'oro e dai buoni sentimenti deciderà di usare i suoi nuovi strabilianti poteri al servizio dell'umanità e visto che ormai la seconda guerra mondiale era da poco finita, il nostro deciderà di dedicarsi allo sradicamento del crimine e della malvagità che affliggevano gli abitanti del suo paese. Nonostante la moda dei supereroi andasse scemando e non ci fossero più minacce da combattere oltre i confini nazionali Americani, la rivista dedicata alle avventure di Golden Lad decise addirittura di aumentare il numero delle sue pagine, includendo tra le altre cose dei nuovi eroi come l'effimera coppia Shaman and the Flame e soprattutto l'affascinante Golden Girl, una ragazza di nome Peggy Shane e compagna di scuola del piccolo Tommy Preston/Golden Lad, divenuta anch'essa una supereroina dopo essere entrata in contatto con il mistico cuore dorato che donava i poteri al nostro Tommy. Purtroppo per lei però le sue possibili nuove avventure verranno troncate sul nascere, visto che la rivista dedicata a Golden Lad chiuderà i battenti con il #5 del Giugno 1946, decretando per sempre la fine del nostro giovane eroe dal cuore d'oro. Salvo una piccola apparizione di una versione alternativa e adulta del nostro, apparsa nel 1985 su Thunder-Bunny #3 e #4 della casa editrice indipendente Warp Graphics, il piccolo Golden Lad, nella sua versione originale, non verrà mai più recuperato sparendo per sempre da tutti i radar cartacei.








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