LOVECRAFT E CINEMA - 22 PELLICOLE CHE SUSSURRAVANO NELLE TENEBRE... (parte terza)

Per questa ultima parte del viaggio tra pellicole maledette, arriviamo infine agli anni 2000 che, checché se ne dica, ci hanno regalato non pochi esempi di prodotti audiovisivi, grandi o piccoli che siano, ispirati volontariamente o no al solitario di Providence.
Partiamo dunque citando circa otto titoli in ordine quasi cronologico:

locandina di Hellboy- guillermo del toro - 2004



HELLBOY Guillermo Del Toro 2004

Iniziamo, vista l'essenza primaria di questo blog di comics et similia, con un bel fumettone o come si dice oggi cinecomic; qualcuno potrebbe storcere il naso per l'inserimento del suddetto film, ma in realtà la sua presenza in questa lunga lista può risultare più che pertinente...innanzitutto Guillermo del Toro è regista da sempre affascinato dal mondo gotico e fantastico, come evidenziato in molte delle sue pellicole e che spesso non disdegna incursioni nell'horror; si pensi che doveva essere addirittura il regista della trasposizione del romanzo di Lovecraft Alle montagne della follia (At The Mountains Of Madness 1936) operazione però morta in partenza e travagliata da innumerevoli rimandi e problemi produttivi, relegando nell'oblio il sogno di numerosi appassionati che da anni chiedevano a gran voce la sua realizzazione su pellicola.
Quindi, solo per questo fatto, il buon Del Toro meriterebbe la menzione speciale tra queste righe... e chissà che, ora che può fregiarsi della vittoria di un prestigiosissimo Oscar con il suo recente La Forma dell'acqua, questo sogno più volte rimandato, non si realizzi!
Comunque, il motivo principale per la presenza del suo Hellboy in questo elenco, è da imputare sopratutto all'opera originaria da cui il regista messicano ha tratto il suo film... e cioè il fumetto omonimo dell'artista americano Mike Mignola, in particolar modo della sua mini serie di esordio, datata 1993, dal titolo Il seme della distruzione edito qui da noi dalla Magic Press.
Sommariamente abbiamo: una maledizione che marcisce le fondamenta e l'albero genealogico di una famiglia aristocratica del New England, i Cavendish e i loro oscuri e lascivi segreti legati a doppio filo con "qualcosa", un folle negromante e un rito di evocazione sbagliato, una titanica creatura informe e tentacolare che, risvegliata dai ghiacci eterni dell'Artico, si nutre del sangue di un'intera spedizione scientifica, esseri indescrivibili e potentissimi chiusi in teche di tenebra e sogno e che galleggiano nel vuoto oltre lo spazio in attesa di ridiscendere sulla terra. Insomma, quali di questi pochi elementi buttati lì per lì non vi sembrano a tema ?!?
Certo, il film non raggiunge la stessa poetica ansiosa del fumetto, ma il buon Del Toro sa ugualmente intrattenerci con gusto e divertita meraviglia tipiche del suo cinema.


locandina di The Mist di frank darabont 2007

THE MIST Frank Darabont 2007

Dopo aver portato al cinema con discreto successo due opere dello scrittore horror Stephen King (a suo modo discepolo apocrifo di Lovecraft) e cioè Le Ali della Libertà del 1994 (tratto dal racconto breve Rita Hayworth And Shawshank Redemption, contenuto nella raccolta "Different Season" del 1982) e Il Miglio Verde del 1999 (tratto dal romanzo The Green Mile del 1996) il regista di origini ungheresi decide di mettersi alla prova con qualcosa di più fortino diciamo così, e nel 2007 firma la regia di questo adattamento del racconto breve La Nebbia (The Mist) apparso nella raccolta Skeleton Crew del 1982.
Aldilà delle assonanze d'obbligo dovute allo scritto originale, partorito da un romanziere (King) che non ha mai del tutto nascosto il suo amore per il "solitario", nel film di Darabont, che in diversi punti, e sopratutto nel finale, si discosta dall'opera originale, si possono scorgere molti elementi dell'eterna lotta dell'uomo in balia di forze incomprensibili più grandi di lui, come la sua presunzione scientifica che si permette di giocare con la natura, aprendo varchi che dovevano senz'altro rimanere chiusi! L'esperimento militare che fa riversare nella nostra realtà la mefitica nebbia portatrice di indicibili orrori e creature inconcepibili latrici di morte, è l'ennesimo esempio di umanità schiacciata e atterrita da cose ed elementi che vanno aldilà di ogni sua concezione (naturalistica, scientifica, religiosa) e da cui verrà irrimediabilmente spazzata via, se non pensandoci magari a farlo da sola nel classico uomo mangia uomo.
Darabont ha poi il coraggio, come accennato precedentemente, di ripensare il finale del racconto originale di King, assestandoci un ultimo pugno amarissimo allo stomaco con uno dei finali più beffardi e crudeli che il genere fanta-horror ci abbia mai regalato.


locandina del film  Cloverfield di matt reeves 2008

CLOVERFIELD Matt Reeves 2008

Nemmeno un anno più tardi, dal cilindro di quel geniaccio del viral marketing che risponde al nome di J.J. Abrams (Alias, Lost, Super8, Star Trek, The Force Awakens etc etc) e prodotto dalla sua prolifica casa di produzione Bad Robot, arriva questo sperimentale disaster movie diretto dall'amico Matt Reeves,  campione di incassi per quell'anno (si pensi che il film, costato solo 25.000 dollari, arrivò a incassarne più di 170.000!) e protagonista di una campagna virale internet senza precedenti...al punto che, per quel che riguarda la natura della gigante creatura mostruosa del film, si erano fatte numerose speculazioni in merito alla sua provenienza, al punto tale che alcuni tra le tante ipotesi lo davano come Cthulhu in persona!
Interamente girato in formato di "video ritrovato" da una telecamera amatoriale, narra dell'arrivo a New York di una gigantesca creatura marina  risvegliatasi da un lungo sonno nel profondo degli abissi a causa di esperimenti di trivellazione nell'Oceano Pacifico...creatura che potremo iniziare a scorgere interamente nel suo cammino di distruzione solamente verso il finale del film, lasciandoci un senso di straniamento e attesa non indifferenti.
Lo stupore, la paura, la concitazione delle immagini e degli stessi protagonisti, e il vedo non vedo del mostruoso essere, ne decretarono il successo commerciale, al punto da crearne in seguito un modesto franchise.
Le invenzioni registiche, soprattutto per l'epoca, stupivano in particolar modo se apprezzate sul grande schermo; difatti Cloverfield perde parecchio della sua forza dirompente se visionato su piccolo schermo!
Ma è comunque un classico moderno, e l'enorme mostro, a livello di design, è degno dei migliori servi marini dell'antico Cthulhu.

Locandina del film  Banshee Chapter (i file segreti della Cia) - di Blair Erickson 2013

BANSHEE CHAPTER - I FILE SEGRETI DELLA CIA (BANSHEE CHAPTER)
Blair Erickson 2013

Con un salto di ben sette anni, arriviamo a Banshhe Chapter, del debuttante Blair Erickson.
Presentato al Fantasy Film Festival del 2013, il film narra le ricerche di una giornalista su alcuni esperimenti condotti dalla CIA negli anni '60 atti a testare alcuni agenti chimici sperimentali abbinati ad operazioni di condizionamento mentale in stile Mk-Ultra, scatenando al tempo stesso conseguenze orribili sui malcapitati soggetti scelti per i test.
Le indagini della donna la porteranno al cospetto di un ex romanziere alcolizzato (dalle non poche velate similitudini con Charles Bukowsky) e drogato di allucinogeni, scoprendo che le potenti droghe, che in passato avevano ucciso un suo amico e collega di ricerca, non sono nient'altro
che estratti delle ghiandole pineali prelevate dai cadaveri delle povere vittime dei test della CIA negli anni '60.
Il tutto sfocerà nel confronto con un universo alternativo fatto di (in)sanità mentale alterata, ricezioni e percezioni cerebrali inquietanti e inquiete, macabre postazioni di studio in basi sotterranee e non del tutto "abbandonate" ed illusioni prettamente Lovecraftiane, da cui il film fondamentalmente pesca a piene mani citando (di nuovo) il racconto From Beyond del 1934 ed il film omonimo degli anni '80.

Locandina del film The Void (il vuoto) di jeremy gillespie e Steven Kostanski 2017

THE VOID - IL VUOTO Jeremy Gillespie, Steven Kostanski 2017

Opera prima dei registi Jeremy Gillespie e Steve Kostansky, il film ci catapulta in atmosfere tipicamente anni '70-'80, frullando con grande passione il Carpenter de Il Signore del male e La Cosa, il Barker di Cabal, il Gordon di From Beyond, o addirittura il Fulci di E tu vivrai nel terrore...l'adilà.
Culti ancestrali e blasfemi, sette demoniache, assedio senza speranza in luoghi claustrofobici, mutazioni e violazioni indecenti sia della mente che del corpo, sospetto e paranoia.
Insomma, qui dentro c'è tutto e ancor di più!
Niente che non possa soddisfare il palato dei veri cultori del verbo Lovecraftiano.
Certo, non sempre la pellicola tiene il passo dei mostri sacri del genere a cui si rifà, risultando a tratti un po' troppo ambiziosa e con qualche caduta di ritmo, ma è comunque un esperimento vintage di buon livello e da lodare per la sua temerarietà.
In un panorama horror contemporaneo abbastanza sfittico e dominato dal torture porn, il teen horror , o il cosidetto horror cerebrale, questo film non può che essere una vera e propria boccata d'ossigeno!

locandina del film netflix Annihilation di Alex garland - 2017

ANNIENTAMENTO (ANNIHILATION) Alex Garland 2017

Dello stesso anno è questa pellicola prodotta e distribuita dal diavolo (per alcuni) dei giorni nostri...
e cioè Netflix!
E questo di per sé è già un peccato forse, in quanto, mai come in questo caso, un film del genere avrebbe meritato una visione su grande schermo onde poterne carpire tutti gli incredibili e interessanti particolari mostrati, piuttosto che le ridotte dimensioni di uno schermo televisivo!

Seppur basato sull'omonimo romanzo di Jeff VanderMeer, il film si discosta abbastanza dal materiale di partenza, riportandoci invece alla memoria, senza neanche tanta sottigliezza, il racconto The Color Out Of Space del 1927.
Difficile infatti non scorgere delle forti assonanze con il racconto di Lovecraft nella misteriosa Cosa che nel film in questione vediamo precipitare sulla terra provocando incredibili trasformazioni...
Lo "Shimmer" (cosi chiamato nel film) è un'aurea iridescente che causa immense mutazioni, sia fisiche che mentali, a qualsiasi cosa (natura, esseri umani, flora, fauna etc) all'interno dei suoi confini.
Negli esseri viventi, come nelle forme di vita più elementari, avviene una totale riscrittura, a volte assurda e abominevole, a volte incredibile e meravigliosa, del DNA.
A differenza della maggior parte delle pellicole ispirate ai deliranti mondi del demiurgo di Providence viste sinora (basti solo pensare al pessimismo di Carpenter) nel film di Garland si respira un'insolita sensazione positiva. Le forze cosmiche o aliene risultano quasi "giuste" nel terrore della verità finale e assoluta che provocano al mondo, e che il cosiddetto Annientamento del titolo è forse sinonimo di incontrovertibile processo di cambiamento ed evoluzione, per quanto assurdo esso ci appaia. L'annientamento distrugge, ma crea anche nuove forme di coscienza e di vita...forse anche migliori...
un destino che va accettato inesorabilmente, piuttosto che combatterlo.

Chiudiamo gli anni 2000 con due piccole pellicole, quasi degli esperimenti, realizzati da fan e appassionati... facciamo quindi un passetto indietro nel 2005 e nel 2011 con i seguenti film:

locandina del film call of cthulhu di andrew leman - 2005

CALL OF CTHULHU Andrew Leman 2005

Lungometraggio dell'esordiente Andrew Leman tratto pedissequamente, virgola su virgola, dal notissimo racconto breve di Lovecraft, merita di essere menzionato più per la sua tecnica fotografica che per altro...un piccolo omaggio al cinema muto ed espressionista tedesco.
Il film fu distribuito dalla H.P.Lovecraft Historical Society, organizzazione fondata nel 1984 in Colorado, e che vanta numerosi membri ed iscritti, nonché un vastissimo archivio e collezione a tema.

locandina di The whisperer in darkness di Sean Branney 2011

THE WHISPERER IN DARKNESS Sean Branney 2011

Film indipendente basato sull'omonimo racconto di Lovecraft; anche qui la pellicola ricalca fedelmente la tecnica e le movenze dei film anni '20.
Inizialmente abbastanza fedele al racconto, se ne discosta solamente nel finale che risulta completamente diverso da quello immaginato dallo scrittore americano.
Può oltretutto fregiarsi di un 86% di recensioni positive sul noto aggregatore Rotten Tomatoes!
Per chi fosse interessato, è possibile reperirlo su internet con sottotitoli in italiano.

Concluderei questa lunga galoppata tra pellicole sussurranti nelle tenebre e registi-negromanti inconsapevoli di un potere più grande di loro, con un piccolo bonus track film... ma per farlo bisogna tornare molto indietro, per la precisione al 1965, per citare un film di Daniel Haller intitolato Die, Monster, Die! ribattezzato qui da noi come La morte dall'occhio di cristallo.
locandina di La morte dall'occhio di cristallo (die, monster die!) di david haller

La storia, ispirata al racconto The Colour Out Of Space (1927), narra di un uomo (tale Stephen Reinhart) che, recatosi nella cittadina immaginaria di Arkham, si troverà a conforntarsi con una malefica e singolare atmosfera.
Sotto l'egida della American International Picture di Roger Corman, il film di Haller può contare sulla presenza nobilitante di un mostro sacro del cinema di genere dell'epoca come Boris Karloff, e su effetti speciali decisamente all'avanguardia per l'epoca.
...senz'altro da riscoprire!

E con quest'ultimo suggerimento, concludiamo la nostra breve ma intensa cavalcata lungo gli altopiani di Lang del cinema ispirato (e non) al nostro preferito narratore solitario maledetto, ribadendo che questa lista non vuol certo essere puro vangelo, per cui, se qualcuno volesse aggiungere ulteriori titoli in questo pozzo nero di tenebra cinematografica, ogni suggerimento sarà gradito!
Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn!

(Link ai precedenti approfondimenti qui, qui, e qui)

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